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Tandem divino… (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

30 Luglio 2016 - DIGRESSIONI, Il Venerdì

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In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio:”Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”..

Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande.

Poi feci un sogno. Sognai una bicicletta a due posti.

Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem.

E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare.

Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante.

Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti? Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada.

Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti. Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella!

Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire:

«Pedala, pedala!».Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: «Signore, ma dove mi stai portando?».

Egli si limitava a sorridere e non rispondeva.

Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi.

Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo: «Signore, ho paura…», lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito una immensa serenità si sostituiva alla paura.

Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di amore e gioia.

Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio. Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio.

E ripartimmo.

Mi disse: «Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso».

Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere, e il nostro fardello era comunque leggero.

Dapprima non mi fidavo di lui, al comando della mia vita. Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro.

Ma lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi.

E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani, e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore.

E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, lui si limita a sorridere e dice:

«Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!»”.

 

Considerazioni personali:

 

Molto bella e significativa questa storia, colma di tanti insegnamenti.

Cerchiamo di coglierne qualcuno.

Principalmente dobbiamo accorgerci della presenza di Dio e dei suoi segni. E questo possiamo farlo soltanto con l’attenzione.

Cosa intendo per attenzione? Semplice: vivere la vita nell’attimo eterno presente senza rincorrere pensieri che saltano tra passato e futuro. Se la nostra mente è focalizzata su questi molesti pensieri fuori dal tempo presente, non potrà mai cogliere le opportunità ed i messaggi che Dio ci invia quotidianamente attraverso suoi emissari che possono essere rappresentati da chiunque e da qualsiasi cosa.

Madre Teresa di Calcutta a tal proposito amava dire: “Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.” Mai parole furono più vere.

Per quanto tempo riusciamo a mantenere l’attenzione? Non più di 10-20 secondi prima che la mente/scimmia inizi a saltellare tra passato e futuro. Bisogna quindi educare la mente a focalizzarci su ciò che ci accade intorno. Invece il nostro io fisico può vivere solo nel presente. Questa mancanza di sincronia ci porta a perdere i messaggi che Dio ci invia ed alla perdita conseguente della serenità.

 

Poi bisogna chiedersi se effettivamente stiamo portando avanti il nostro Progetto d’Anima: “Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita?”

Ognuno di noi, se non gioca a nascondino, lo sa bene. Siamo felici? Siamo nel posto in cui vorremmo essere? Abbiamo accanto la persona o le persone con cui vorremmo stare?.Il progetto d’anima passa anche attraverso queste domande. Dipende dalle risposte se lo siamo veramente.

 

Ed infine dobbiamo sempre tener presente la preghiera della Serenità: « Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso modificare e la saggezza per conoscere la differenza. » ( scritta nel XX secolo dal teologo protestante germano-statunitense Reinhold Niebuhr) 

In effetti è inutile intestardirci nel cercar di cambiare le cose che per Karma o per qualche altra ragione non possono essere cambiate. A quel punto dobbiamo dire come Gesù: Padre sia fatta la Tua Volontà e non la mia.”

Un abbraccio di Luce e Pace

buon fine settimana per tutti 

con Amore Francesco 

das Atmananda (G.B.)

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