Categoria: Il Venerdì

La sincerità – Il Venerdì di Francesco Das Atmananda

C’era una volta un contadino di nome Ivan, talmente povero che non possedeva nient’altro che un’accetta con cui si procurava da vivere spaccando legna.
Un giorno mentre lavorava sulla riva del fiume, la lama dell’accetta si staccò dal manico e volò in acqua.
Il povero Ivan si disperò:
con che cosa si sarebbe procurato ora quel poco da mangiare, come aveva sempre fatto?
Si sedette sulla riva del fiume sospirando, ma i suoi lamenti richiamarono uno strano vecchietto che si avvicinò e gli chiese che cosa fosse accaduto.

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L’Ombra (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

Combra‘era una volta uno strano piccolo paese addossato ad una montagna altissima.
Un paesino per tanti aspetti come tutti, ma a renderlo unico nel suo genere era il fatto che gli abitanti, sindaco in testa, erano assillati da un problema che poteva sembrare ridicolo, eppure era reale e praticamente irrisolvibile: eliminare le ombre!
Come fossero arrivati a farsi un problema delle ombre, non si sa: ne succedono tante nel mondo!

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La sabbia e la pietra (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

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Due amici decisero di intraprendere un viaggio insieme. Un giorno, durante il viaggio, cominciarono a discutere, ed uno dei due diede uno schiaffo all’altro, questi addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: “il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo”.

Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno.
L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra:
“il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita”.
L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
“Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?”
L’altro amico rispose:”Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo.
Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.”

 

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L’integrazione (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

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 C’era una volta in una piccola città un negozio chiamato Arcobaleno perché sui suoi scaffali erano allineati tanti soffici gomitoli di lana di tutti i colori, giallo, rosso, verde, azzurro…
…un vero arcobaleno!

Però questi gomitoli non facevano che litigare fra di loro.
“Io, il giallo, sono il più bello perché ho il colore del sole e del risotto allo zafferano!”

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Ingratitudine (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

ingratitudinesinonimi-di-ingratitudineC’era una volta un maestro di lotta che conosceva 360 finte e mosse.
Il maestro aveva particolarmente preso a benvolere uno dei suoi allievi al quale, nel corso del tempo, ne insegnò 359. Tuttavia, nonostante le insistenze del discepolo, rifiutò sempre di insegnargli la trecentosessantesima mossa. I mesi e gli anni passarono e il giovane divenne tanto bravo nell’arte della lotta da superare chiunque osasse sfidarlo. Un giorno si vantò pubblicamente di essere così bravo da poter battere persino il suo maestro, se non fosse stato per il rispetto dell’età e per la gratitudine che provava per quello che gli aveva insegnato.

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Tolleranza e comprensione (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

festa-della-mammaDopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
Ricordo che stavo aspettando che lo notasse!
Nonostante mio padre lo avesse notato, prese una fetta di pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata la scuola. Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.

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Tutto passa e tutto va (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

pantareiUn re disse ai saggi che aveva a corte: “Voglio farmi fare un anello bellissimo. Possiedo uno tra i diamanti più belli e voglio incastonarlo in un anello. E nell’anello voglio tener nascosto un messaggio che mi possa essere utile in un istante di assoluta disperazione. Deve essere un messaggio brevissimo, in modo che lo possa nascondere sotto il diamante, all’interno dell’anello stesso.”

I saggi di quel re erano tutti grandi studiosi, uomini in grado di scrivere profondi trattati, ma dare al re un messaggio di non più di due o tre parole, in grado di aiutarlo in un istante di assoluta disperazione, li mise in difficoltà nonostante essi pensarono e scrutarono nei loro testi, senza riuscire a trovare nulla di nulla.

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La Fede (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

linusLapiccola coperta bianca che lo aveva scaldato nella culla non lo aveva lasciato.
Era minuscola, un po’ lisa, e lo accompagnava dovunque.
Se proprio era costretto a starle lontano, il bambino pretendeva che il piccolo rettangolo di stoffa bianca fosse in un luogo visibile.
Piegata o arrotolata nello zainetto colorato lo seguiva a scuola.
La piccola coperta bianca era come la sua ombra.
Quando, dopo mille insistenze, la mamma riusciva convincerlo a mettere la coperta in lavatrice, il bambino si sedeva inquieto davanti all’oblò dello sportello e aspettava, senza perderla d’occhio un istante.

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Il volto di Dio (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

54Una bambina stava disegnando e l’insegnante gli disse:
“E’ un disegno interessante, cosa rappresenta?”
“E’ un ritratto di Dio!” rispose la bambina.
“Ma nessuno sa come sia fatto Dio!” disse l’insegnante.
“Quando avrò finito il disegno lo sapranno tutti” replicò la bimba.
Poco dopo la nascita di suo fratello, la piccola Sachi cominciò a chiedere ai genitori di lasciarla sola con il neonato.
i genitori si preoccupavano che, come quasi tutti i bambini di quattro anni, potesse sentirsi gelosa e volesse picchiarlo o scuoterlo, per cui le dissero di no.

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Pasqua di Resurrezione e Uova Pasquali nel mito (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

PasquaGentili Amiche, Cari Amici,
Ogni anno, all’equinozio di primavera, si celebra, come nelle antiche cerimonie pagane, la Pasqua di Resurrezione.

Dopo il riposo invernale tutto risorge e rivive nel nuovo ciclo di vita, e le sacre celebrazioni primaverili, che appartengono all’intera razza umana, e che troviamo in tutte le tradizioni e cerimonie religiose, sono l’eco dell’antichissima “RELIGIONE-SAGGEZZA – PRE-VEDICA”

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