L’autore si racconta. Cataldo Bevacqua.

Ad un anno dalla pubblicazione, ci facciamo raccontare dallo scrittore Cataldo Bevacqua il suo esordio editoriale.

 La Tregua di Natale di Ypres è il titolo del mio primo libro, edito dalla casa editrice goWare il sette dicembre del 2016.
Ypres, Belgio. Fronte occidentale della Prima Guerra Mondiale. E’ la notte di Natale del 1914. La luna piena splende candida in contraltare al buio della notte, e ovunque riluce il biancore della neve ghiacciata. I soldati inglesi sono assiepati all’interno delle loro trincee, quando improvvisamente vedono innalzarsi, al di sopra del fossato antistante in cui sono asserragliati gli uomini dell’esercito tedesco, un esile e minuscolo alberello di abete, graziosamente adornato con fievoli luci. Comincia così uno degli avvenimenti più affascinanti e commoventi che la storia dell’uomo ricordi: la tregua di Natale del 1914. L’idea di scrivere un testo sulla tregua di Natale è nata allorquando, attorno agli inizi del mese di novembre del 2014, ho avuto modo di seguire un servizio sul canale televisivo Rai Storia, riguardante gli episodi di tregua sorti spontaneamente tra i soldati degli opposti schieramenti nel periodo natalizio del 1914, durante la Prima Guerra Mondiale.

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ESCLUSIVA! Quattro chiacchiere con Paolo Roversi!

Paolo Roversi (nella foto di Michele Corleone), della provincia di Mantova. Giornalista, blogger, il suo personaggio più famoso è Enrico Radeschi, un hacker giornalista. Divertente, sarcastico, spiritoso: è il primo biografo italiano di Charles Bukowski, dal quale eredita forme stilistiche che poi amplia generandone un modus personalissimo che fa impazzire i lettori. Una preparazione da far invidia a molti. Amico di Fernanda Pivano, col quale hanno generato “quel libro che poi divenne la biografia di Bukowski”. Ha solo quarantadue anni e in Italia è considerato tra i primi tre autori migliori del giallo noir… e le motivazioni sono validissime. Per Letto, riletto, recensito!, lo ha intervistato il direttore Fazio, dopo essersi conosciuti in una situazione catastrofica di salute per quest’ultimo (che si è trovato innanzi a Paolo Roversi, Lorenzo Visconti o Enrico Radeschi?). Ha scritto dieci libri tra romanzi, biografie, aforismi e saggi. È vincitore del premio Selezione Bancarella e il prestigioso Garfagnana in giallo nel 2015. Ha fondato MilanoNera web press, sito dedicato al giallo-noir, tra i primi visitati ogni giorno da tantissimi appassionati.

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L’autore si racconta. Emilio Andrea Di Blasi.

Il genio di Emilio Di Blasi, ci ha cosi coinvolto, che abbiamo iniziato a ‘stalkerizzarlo’ virtualmente, sino a renderci conto che non avevamo sbagliato. Preso il contatto, gli abbiamo chiesto di raccontarsi. Signori, la purezza del genio, che intanto apre con una poesia dedicata al rispetto alla donna, ma che se approfondite, è il rispetto per tutti.

 

 

 

 

 

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ESCLUSIVA! Maribella Piana racconta “Cielomare” a LRR!

  Era l’autunno del 2015, quando quattro amici al bar (nello specifico Enzo Cannizzo, Emiliano  Cinquerrui, Fabrizio Nicosia e il qui scrivente, col partnership grafico di Monica Saso, presso il Wine bar Città Vecchia a Catania), programmavano quella che sarebbe divenuta la più importante rassegna etnea, libera e divincolata da pressioni di qualunque genere, di letteratura, titolata “Parole alla mescita“. Non più di quattro-cinque incontri, divisi in due-tre mesi. Tra questi fu richiesto alla conterranea, Maribella Piana, fresca di pubblicazione per i tipi di Bompiani edizioni con I ragazzi della piazza di partecipare. Maribella si divertì, il format prevedeva la goliardia e la serietà, tanto che son seguite altre edizioni. Oggi, da ciò che è nato da quella e altre esperienze, il blog (4° per visibilità nella città etnea) Letto, riletto, recensito!, fondato sempre dal qui scrivente con diversi altri personaggi, che ancor oggi orbitano in quel meraviglioso luogo che è il Wine Bar Città Vecchia, Maribella Piana è una guest eccellente, che torna sul mercato editoriale con una (scabrosa?) storia che prende il nome di Cielomare, pubblicato qualche giorno fa per i tipi di Algra editore di Alfio Grassoal quale, a quest’ultimo facciamo gli auguri perché padre da non più di 36 ore.

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Quattro chiacchiere col medico della magia letteraria: Antonio Ciravolo

Antonio Ciravolo è uno scrittore che con Splen edizioni si è imposto all’attenzione del pubblico da palati letterari parecchio anomali. Il medico, non ha mai abbandonato la professione, della provincia catanese sembra aver un groviglio di novità ed esaltazioni che dalla propria mente esplodono verso la mente del lettore. C’è un sogno X in ogni essere vivente e c’è una Manuelita col suo parroco che stramazza occhi al sol vederla… con entusiasmo e magia, la letteratura di Antonio Ciravolo ci coinvolge, sino a dichiararlo unico nel suo stile.

Ciao Antonio, a nome di tutti coloro che lavorano per il blog Letto, riletto, recensito! ti ringrazio per  il caloroso affetto nel concederci sin da subito un preambolo di intervista. Il 7 ottobre nelle librerie si è trovato il tuo nuovo libro. Una miscellanea, divertente che poi sprofonda nelle dolorose verità di personaggi che, anche nel nostro contemporaneo, appaiono come saggi e sani, ma che ne combinano di cotte e di crude, a partire dal consegnare dispiaceri ai propri partner, conquistati prima chissà con quale fasciano e poi emarginati. Iniziamo con le domande.

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L’intervista alla morte, il Dono di Francesca per noi.

La scrittrice e poetessa Francesca Dono ci omaggia della sua
Intervista alla morte

Intervistatore: non so come chiamarla, signora.

Morte: Potrei avere un nome qualunque
Niente di eclatante . Potrebbe chiamarmi fine
o anello del corpo senza che qualcuno possa dire: si lo voglio.

Intervistatore: Lei è felice del suo cambiamento?

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“BATTIATI CULT”, il contenitore culturale creato dal Sindaco Rubino in prima assoluta con Antonio Privitera

BATTIATI CULT si è inaugurata sabato 28.10.17 presso la Biblioteca Comunale “Giovanni Verga” del comune di Sant’Agata Li Battiati, ed è quanto il neo (ma ancor neo?) Sindaco della ridente,  nuovamente e finalmente, cittadina Sant’Agata Li Battiati, Marco Nunzio Rubino, aveva promesso e ha realizzato. insidiatosi l’11 giungo scorso, il primo cittadino della comunità etnea, aveva garantito la svolta, per la sicurezza, per la cultura, per il salotto bello  buono di Catania, si perché Sant’Agata Li Battiati è a pochi km da Catania.

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La scrittura creativa emozionale di Igor Damilano e Cinzia Lacalamita

   Si è tenuto lo scorso week-end presso la sede dell’Apssi di Catania, diretto della dott.ssa Monteleone, in un ambiente respirato e respirabile di psicologia, senza alcuna discriminazione da titolo accademico, il corso intensivo di scrittura creativa emozionale presentato dagli autori, nonché collaboratori, della casa editrice Imprimatur, Cinzia Lacalamita e Igor Damilano (in foto vicino alla proiezione). Il corso per non più di venti unità, si è svolto in due giornate, intense, ma non per questo pesanti. Diverse le personalità che hanno partecipato alle lectio brevis et magistralis dei due noti scrittori italiani: scrutatori del pensiero

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Torna Alessandra Bucci con “Oltre” edita dalla novella Chiaredizioni

Alessandra Bucci, è una eclettica artista italiana, col cipiglio luciferino per la passione della scrittura. Passione che è divenuta una straordinaria attività che le ha garantito dei premi di spessore e di caratura nazionale. Insegnate di professione, oltre a deliziarci con i suoi romanzi che affrontano le tematiche della persona e della personalità, attraversando la … Leggi tutto


ESCLUSIVA! Nicola Vacca a poche ore dall’uscita del suo “Lettere a Cioran” si racconta!

Di professione critico letterario, Nicola Vacca, ama leggere, scrivere, il cinema e la musica… e così ci accoglie:

Lettere a Cioran è un cammino nel pensiero di uno dei più controversi scrittori del Novecento. Con questo libro ho voluto rendergli omaggio ma soprattutto nei diciotto capitoli che lo compongono ho voluto, come giustamente osserva Mattia Luigi Pozzi nella prefazione, dire quello che Cioran significa per me: una bussola nel mare aperto delle parole.
Perché Cioran è un autore presente, e nella sua presenza contro (o nonostante) il  tempo storico sta la sua scandalosa inattualità. Vivo al suo fianco da ben 37 anni, da quando lo incontrai casualmente esposto, per la prima volta, nella vetrina della libreria del mio paese natale. Squartamento fu una vera rivelazione: come scrivo nel libro, “mi accorsi subito che Cioran era un pensatore dinamitardo, che non aveva paura di usare le parole e di chiamare le cose con il loro nome”.  Il rigore dei suoi ragionamenti, innestato nel tessuto di frammenti lucidi e netti, lo rende inavvicinabile a modelli o a scuole di pensiero. È  un libro motivato dall’amore incondizionato per le sue parole dissacranti, pronunciate da uno scrittore antimoderno, estremo fino al limite del coraggio,  vitale nella sua irrimediabile immanenza. Diciotto raffigurazioni, composte senza la presunzione di esaurire l’autore in una dialettica onnicomprensiva, guidate dal demone della ricerca, perché «nella vita la cosa più terribile è non cercare più». Scrivere a Cioran significa aprirsi alla domanda fondamentale su se stessi, sull’abisso inafferrabile delle nostre gioie e dei nostri fallimenti”.

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