L’Ombra (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

Combra‘era una volta uno strano piccolo paese addossato ad una montagna altissima.
Un paesino per tanti aspetti come tutti, ma a renderlo unico nel suo genere era il fatto che gli abitanti, sindaco in testa, erano assillati da un problema che poteva sembrare ridicolo, eppure era reale e praticamente irrisolvibile: eliminare le ombre!
Come fossero arrivati a farsi un problema delle ombre, non si sa: ne succedono tante nel mondo!

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La sabbia e la pietra (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

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Due amici decisero di intraprendere un viaggio insieme. Un giorno, durante il viaggio, cominciarono a discutere, ed uno dei due diede uno schiaffo all’altro, questi addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: “il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo”.

Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno.
L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra:
“il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita”.
L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
“Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?”
L’altro amico rispose:”Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo.
Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.”

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Salvatore Massimo Fazio ad Una Marina di Libri 11.6.2017 all’ombra del ficus

sitoReduce dal successo ottenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino 2017 (dove si è presentato in conferenza stampa con la maglia da giuoco di Francesco Totti, per rendergli onore proprio nel giorno che la Juventus batteva il Crotone e vinceva il suo 33° scudetto) e dal Salone Internazionale del Libro OFF presso la location del Si-VU-Plé, l’intellettuale catanese, tra i pensatori più sui generis, dialogherà con il giornalista Fabio Bagnasco all’ombra del fico, presso L’Orto Botanico di Palermo, in Via Lincoln 2, per l’ottava edizione del festival del libro Una Marina di Libri presentando l’acutissimo Regressione Suicida, dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro edito da Bonfirraro.

L’integrazione (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

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 C’era una volta in una piccola città un negozio chiamato Arcobaleno perché sui suoi scaffali erano allineati tanti soffici gomitoli di lana di tutti i colori, giallo, rosso, verde, azzurro…
…un vero arcobaleno!

Però questi gomitoli non facevano che litigare fra di loro.
“Io, il giallo, sono il più bello perché ho il colore del sole e del risotto allo zafferano!”

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Ingratitudine (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

ingratitudinesinonimi-di-ingratitudineC’era una volta un maestro di lotta che conosceva 360 finte e mosse.
Il maestro aveva particolarmente preso a benvolere uno dei suoi allievi al quale, nel corso del tempo, ne insegnò 359. Tuttavia, nonostante le insistenze del discepolo, rifiutò sempre di insegnargli la trecentosessantesima mossa. I mesi e gli anni passarono e il giovane divenne tanto bravo nell’arte della lotta da superare chiunque osasse sfidarlo. Un giorno si vantò pubblicamente di essere così bravo da poter battere persino il suo maestro, se non fosse stato per il rispetto dell’età e per la gratitudine che provava per quello che gli aveva insegnato.
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Tolleranza e comprensione (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

festa-della-mammaDopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
Ricordo che stavo aspettando che lo notasse!
Nonostante mio padre lo avesse notato, prese una fetta di pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata la scuola. Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.

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Salvatore Massimo Fazio al Salone Internazionale del Libro di Torino (EVENTO)

LOCANDINA DA STAMPARETorino con bonfirraroForte del successo della sua personalissima ipotesi filosofica del Nichilismo Cognitivo, contro il parere di molti sviolinato di personaggi passati a miglior vita, il nostro assistito, ringraziando Manlio Sgalambro ed Emil Cioran, con questo libro decide di liberarsene, spiegando come la speranza è una invenzione bugiarda della mente alla quale non fare affidamento e con doveroso rispetto suicidando i due come esempio di distaccamento dalle dipendenze di qualsivoglia modalità. Ciò perché preoccupato sempre più che folli idolatri finiscono ad insegnare nelle università, anche solo come cultori della materia, condizionandosi (atteggiamenti, vestiario, inclinazione del tono vocale) e condizionando nuove e future leve. Fazio è in terremoto di denuncia senza preoccuparsi di fare nomi e cognomi. Il libro che presenta, Regressione Suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro, edito da Bonfirraro prende anche le sembianze della professione dell’autore, ha infatti un taglio psicoanalitico, che punta all’uccisione metaforica e idealista, attraverso il superamento del complesso di Edipo, del padre o del mito di riferimento. Libro shock di risposta ad “una scaglionata antologia creata con sprazzi di morti che scrissero su uno dei due filosofi che tratto”.

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Tutto passa e tutto va (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

pantareiUn re disse ai saggi che aveva a corte: “Voglio farmi fare un anello bellissimo. Possiedo uno tra i diamanti più belli e voglio incastonarlo in un anello. E nell’anello voglio tener nascosto un messaggio che mi possa essere utile in un istante di assoluta disperazione. Deve essere un messaggio brevissimo, in modo che lo possa nascondere sotto il diamante, all’interno dell’anello stesso.”

I saggi di quel re erano tutti grandi studiosi, uomini in grado di scrivere profondi trattati, ma dare al re un messaggio di non più di due o tre parole, in grado di aiutarlo in un istante di assoluta disperazione, li mise in difficoltà nonostante essi pensarono e scrutarono nei loro testi, senza riuscire a trovare nulla di nulla.

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La Fede (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

linusLapiccola coperta bianca che lo aveva scaldato nella culla non lo aveva lasciato.
Era minuscola, un po’ lisa, e lo accompagnava dovunque.
Se proprio era costretto a starle lontano, il bambino pretendeva che il piccolo rettangolo di stoffa bianca fosse in un luogo visibile.
Piegata o arrotolata nello zainetto colorato lo seguiva a scuola.
La piccola coperta bianca era come la sua ombra.
Quando, dopo mille insistenze, la mamma riusciva convincerlo a mettere la coperta in lavatrice, il bambino si sedeva inquieto davanti all’oblò dello sportello e aspettava, senza perderla d’occhio un istante.

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Chiusura d’élite per Jazz@Library2.1 a Sant’Agata Li Battiati il 22 aprile con Fabrizio Nicosia e Marcello Di Dio Trio (Digressione 71/b)

7bisPresso la Biblioteca Comunale della ridente Sant’Agata Li Battiati (appena 3,8 km dap Catania), sabato 22 aprile dalle h. 20:30 si chiude la maratona jazzista-letteraria che per una settimana non compie un anno di vita. Il progetto lanciato dal direttore artistico Antonio Petralia, acqua come “Jazz e Dintorni”, 8 incontri di Jazz alternati ad altri stili musicali e a culture artistiche come la foto, il cinema, la filosofia la pittura. E’ proprio nell’incontro con la filosofia al servizio della musica, che all’ospite, Salvatore Massimo Fazio, viene fatta proposta di collaborazione per fondere libri e jazz… e cosi si è progrediti con l’estiva “Jazz a Villa Vittoria”, bellissime 4 date in una patrizia dimora lussuosa, che ha avuto il battesimo con un solo scrittore, Gianluca Vittorio.
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