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SMF per L’urlo – Il Narratore di verità di Tiziana D’oppido – LiberAria editrice

6 ottobre 2018 - DIGRESSIONI, Recensioni
SMF per L’urlo – Il Narratore di verità di Tiziana D’oppido – LiberAria editrice

Il Narratore di verità di Tiziana D’Oppido continua a volare… e punta alla filosofia

Impressionante il successo di Tiziana D’Oppido col suo esordio edito da Liberaria.

Il romanzo di Tiziana D’Oppido, Il narratore di Verità, è uscito a fine 2017, ma ancora galoppa la scena, (non più) dell’editoria e delle librerie (indipendenti).

Ma cosa ha tirato fuori dal suo cilindro questa autrice al suo esordio? Esordio, non dimentichiamolo con una importante editrice indipendente, quale LiberAria, che l’ha sponsorizzata e sostenuta, come fa con ogni suo autore? E che addirittura ha così ben lavorato da proiettarla ben oltre i confini nazionali per essere intervistata al fine di, si evince da ciò che abbiamo letto, ipotizzare una tesi di pensiero?

Partiamo da un circolo, quello ermeneutico.

Questo si sviluppa a tutela della interpretazione per giungere inesorabilmente a ciò che è il concetto assoluto e puro di verità. E di questa, già l’idealista Friedrich Schleiermacher, passando per Dilthey, convergendo con Heidegger per approdare alla cristallina risposta e rielaborazione di Gadamer, si dimenarono per tutta la loro esistenza.

Di Gadamer si sa che era persona semplice e a tratti goliardica. Degli altri la storia ci presenta dei profili seriosi.

Perché questa introduzione a Il narratore di verità di Tiziana Oppido? Perché il libro che si presenta come un giallo di indagine e ricerca e tangibile e del profondo intimo recesso dell’anima. Una escavazione che come molti proverbi insegnano ci rendiamo conto che è meglio non far torti, solo quando capiamo che li subiamo. In questo caso, il paradosso del torto sta tutto in un solo sostantivo: verità.

La Trama

Lucio e Sara sono figli di due imprenditori, potentissimi e anche senza scrupoli, ambedue i ragazzi amano il viaggio, però Sara non può. Abitano a pochi metri l’un dall’altra, in due paesini della Val Brodima. Lucio è ribelle, Sara sognatrice. Gli anni passano, i padri si fanno la guerra, per il vile potere, esercitato e praticato male, vergognosamente male. Lucio riesca ad allontanarsi dal suo ambiente per andare a svolgere la professione, della quale è unico rappresentante planetario, di narratore di verità. Lucio soffre di una anomala malattia, percepisce la menzogna perchè si sviluppa subito dell’eczema nella sua pelle.

Si fa conoscere, gli arrivano richieste da tutto il mondo.

Si sostituisce a persone che per un qualsivoglia motivo abbiano mentito, chiedono l’aiuto di questo professionista cosicché si reca dall’ ingannato e rivela la verità. Un bel dì, come nel classico fiabesco, giunge una chiamata che il lettore non si aspetta. Fermi tutti.

Mi fermo, da qui in poi non ho altro da dirvi!

Dall’humor, dal giallo, dal fiabesco, come prima scritto, si rischia di arrabbiarsi molto, con la vita, con lo squallore, con la vergogna ontologica. E allora, immergetevi, e scoprite cosa succede, che i colpi di scena li ha pure, e ci farà sorridere, se non addirittura ci estrapola il piacere della vendetta naturale o premeditata al cattivo di turno.

Cosa ne pensiamo

Della D’Oppido, avevo avuto una buona impressione. La incontrai per intervistarla e rimasi colpito di questo suo esordio, oggi posso affermare ceh ci troviamo davanti al genio e che per quanto mi riguarda, può anche non scrivere più. Libro unico, non esistono paralleli o similari e finalmente qualcosa di nuovo che ti trascina nella lettura.

Da aggiungere in conclusione che il libro si intreccia con diverse figure retoriche che rasentano livelli di altissima cultura della D’Oppido, immagini, neologismi, avverbi neologisticizzati (si può dire?), visioni, aspetti cristallini, che ti piegano in due dalle risate e poi, almeno la mia percezione e ciò che mi è accaduto, ti piegano come botta sociale, per quella rabbia di cui prima ho scritto.

Data l’importanza della casa editrice, dato il talento della triestina, direi di blindarla a vita perché indubbiamente il libro rivelazione di fine 2017 e 2018… e ci avviamo ad avere un personaggio rivelazione 2019. Ne sono certo. Del resto poco mi importa, sapete bene che non credo ai premi d’alta proclamazione, dove sempre e solo 3 sono gli editori se li contendono. Rare volte appare una out-ider con una sua autrice, anzi no, ci auguriamo che presto appaia l’outsider LiberAria con la sua autrice di punta. Infine, questo bel libro giova da lezione ai genitori, che fesserie ne dicono tante ai proprio figli da condizionargli la personalità e ritrovarseli malati con disturbi di ansia o psicotici esogeni, in tarda età, e lo sottoscrivo da psico e pedagogista e filosofo.

E un plauso particolare e personale all’editrice barese di Giorgia Antonelli, rimanga sempre così cavillosa nello scegliere i suoi autori, perché non è il primo caso che lancia nel firmamento, un nome su tanti, dato che è mio concittadino, vide bene con Alessandro Garigliano.

 

110 e lode a Tiziana, LiberAria e anche a noi che lo presentiamo come libro del mese nonostante quasi un anno è andato!

 

La foto di Tiziana D’Oppido è ripresa da materainside.it.

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