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Non voler esser prima donna se prima non ti fondi con l’Immenso (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

9 Settembre 2016 - DIGRESSIONI, Il Venerdì

imageUna bambola di sale voleva ad ogni costo il mare.

Era una bambola di sale, ma non sapeva che cosa fosse il mare. Un giorno decise di partire.

Era l’unico modo per soddisfare la sua esigenza.

Dopo un’ interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati, giunse in riva al mare e scoprì qualcosa di immenso e affascinante e misterioso nello stesso tempo. Era l’alba, il sole cominciava a sfiorare l’acqua accendendo timidi riflessi, e la bambola non riusciva a capire.
Rimase lì impalata a lungo, solidamente piantata al suolo, la bocca aperta.

Dinanzi a lei, quell’ estensione seducente. Sì decise. Domandò al mare :

– Dimmi chi sei ?

– Sono il mare.

– E che cos’è il mare ?

– Sono io !

– Non riesco a capire, ma lo vorrei tanto. Spiegami che cosa posso fare.

– E’ semplicissimo: toccami.

Allora la bambola si fece coraggio. Mosse un passo e avanzò verso l’acqua.
Dopo parecchie esitazioni, sfiorò quella massa con un piede.

Ne ricavò una strana sensazione.

Eppure aveva l’impressione di cominciare a comprendere qualcosa.
Quando ritrasse la gamba, si accorse che le dita dei piedi erano sparite.

Ne risultò spaventata e protestò :

– Cattivo ! Che cosa mi hai fatto ?

Dove sono finite le mie dita ?

Replicò imperturbabile il mare:

– Perchè ti lamenti ? Semplicemente hai offerto qualche cosa per poter capire. Non era quello che chiedevi ? ….

La bambola di sale era confusa:

– Sì veramente, non pensavo…, ma…

Stette a riflettere un po’. Poi avanzò decisamente nell’ acqua. E questa, progressivamente, la avvolgeva, le staccava qualcosa, dolorosamente. Ad ogni passo, la bambola perdeva qualche frammento. Ma più avanzava, più si sentiva impoverita di
una parte di sè, e più aveva la sensazione di capire meglio. Ma non riusciva ancora a dire cosa fosse il mare.

Cavò fuori la solita domanda:

– Che cosa è il mare ?

Un’ ultima ondata inghiottì ciò che restava di lei.

E proprio nell’ istante in cui scompariva, perduta nell’ onda che la travolgeva e la portava chissà dove, la bambola esclamò:

– Sono io !

Considerazioni personali:

Per me questa storia è bellissima oltre che di un insegnamento infinito…

Per la bambola di sale il Mare rappresenta Dio…
E non può conoscerlo senza diventarlo essa stessa.
Stupenda metafora…infinito insegnamento.

Questo ancora molti stentano a comprenderlo: non c’è altro modo per conoscere Dio…non sono sufficienti le Scritture Sacre e neppure i Maestri. L’unico modo è diventarlo noi stessi…scomparire come personalità separata e unirsi nel Tutto.
In parole povere significa “Namastè”…salutare e accogliere la parte spirituale che risiede in ogni essere umano, senza barriere di razza, colore, sesso, casta sociale….significa sentirsi e diventare parte di un Infinito Tutto.

Se continui a restare un’ isola senza sentirti parte del continente non capirai mai cosa significa Dio…cosa significhi il Tutto…
Una volta che la goccia d’acqua scompare nel mare diventa l’Oceano…ma finchè resterà una goccia d’acqua la sua comprensione sarà limitata…

Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: « Egli deve crescere e io invece diminuire » (Gv 3,30)
Cosa significa questa frase, esotericamente?
Giovanni rappresenta la personalità e Gesù rappresenta il Cristo interiore.

Per far si che il Cristo interiore cresca, la personalità deve necessariamente diminuire.
Da ciò si deduce che negli esseri umani, quanto maggiore è la personalità, tanto minore è la manifestazione del Cristo interiore…

Ognuno di noi (TUTTI) mediti interiormente su questo concetto…

Un abbraccio di Luce e Pace
buon fine settimana per tutti
con Amore Francesco
das Atmananda (G.B.)

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