Archivi categoria: I GIORNALI DICONO DI LUI

6 APRILE 2017 – h. 17:30: da Cavallotto la prima assoluta di Salvatore Massimo Fazio a Catania (Digressione 72)

SMLOCANDINA CATANIA FAZIIO OKIl 16 ottobre a due giorni della pubblicazione del nuovo libro, Regressione Suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro, edito da Bonfirraro, il nostro cliente nonché capo del dominio di questo sito, fece il pienone presso il Sabirfest, che per la prima volta giungeva a Catania, oltre 230 persone e 90 copie vendute. Ma era un festival della cultura e della letteratura. Un incontro per dargli il benvenuto. Subito partito alla corte di Annalisa Soddu ad Avellino, di Vito Palmeri e Vincenzo Sforza a Torre del Greco, di Massimo Celani e Paolo Guzzanti a Cosenza, di Emilio Orlando a Roma, Salvatore Massimo Fazio si ammala di una potente polmonite che lo blocca e gli fa cancellare il tour.

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14 ottobre 2016 esce “Regressione Suicida, dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” Bonfirraro Editore di Salvatore Massimo Fazio

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(Utilizziamo il CS 1′ dell’Ufficio Stampa di Bonfirraro Editore per giustezza di fatti essendo l’articolo sul portale dello scrittore, A piè di pagina le prime recensioni e interviste anteposte alla presentazione del 16/10).

L’allievo suicida il maestro Sgalambro: il ritorno di Salvatore Massimo Fazio

A giorni in tutte le librerie “Regressione suicida”, la nuova creatura nichilista del noto filosofo catanese

Nietzsche lo chiamò “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. Mentre nell’arte contemporanea, artisti del calibro di Maurizio Cattelan e Damien Hirst, esplicitano, con le loro opere, la rassegnazione dell’uomo contemporaneo occidentale di fronte alla intrascendibilità della morte.

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Federico Miragliotta, trionfa al premio nazionale “La Capannina” (Digressione 64)

miragliottaPer anni, durante le mie noiose giornate a decidere se salire su un aereo per poi scendere prima della fase di decollo, ho acquistato libri, mai letti…. negli aeroporti, sovente vi sono stand, di case editrici che si conoscono a livello locale e quando ti trovi da tutt’altra parte, c’è sempre una emozione quando leggi il nome di una “compagine” a te vicina, in “territori stranieri”.

Alla stregua, con autori che non conosco. Eppur appaiono, eppur sono vivi, eppur si muove. Ne ho tanti amici (?), conoscenti meglio dire, che scrivono, alcuni interessanti, altri il consolidamento dell’interesse lo desiderano da me, quasi fossi, il nobel della letteratura planetaria o un re Mida. Un tempo usavo liberarmi di tutti, aprendo il libro a caso, leggendo una frase, e costruendoci un castello. Ma perché tutta sta tritatura di palle?
Ve lo dico con piacere.

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Intervista Salvatore Massimo Fazio a poche ore dallo start di VALVERDE in ARTE (Digressione 39)

massimo

La tanto attesa Rassegna Valverde in Arte. Terrazza letteraria tra suoni e colori prende il via stasera alle ore 20:30 presso la freschissima location di Villa Cosentino, Via del Santuario 4, a Valverde.

Momenti di grande soddisfazione ad oggi, ha vissuto il curatore della stessa, nonché personaggio al quale gestiamo il marketing web, grazie alla libertà di movimento concessa dai designatori della ridente cittadina della provincia catanese. Testate giornalistiche regionali hanno scritto della rassegna come un capovolgimento del fare arte letteraria affidato al camaleontico scrittore e filosofo  Salvatore Massimo Fazio e “del mio gruppo – precisa il nostro Massimo – formato da due donne e un uomo oltre me, a discapito di chi in alcuni miei interventi del passato mi ha cucito l’etichetta di misogino, che comunque ringrazio e non querelo perché non volendo mi ha dato ulteriore notorietà [ride di gusto Massimo]. Le ninfe stakanoviste sono la filosofa

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Valverde in Arte…. Nomi e volti di chi interverrà con e per gli scrittori (Digressione 15)

Valverde Logo

 

di Salvatore Massimo Fazio

La preparazione della prestigiosa rassegna che mi vede curatore, prosegue senza interruzione. Ai già nomi degli scrittori, ai titoli dei libri che si presenteranno, ai guest che affiancheranno gli autori nelle sei serate seguono i nomi di chi interverrà e come moderatore e come relatore e come jolly.

Eccoli di seguito:

accolla  Maria Stella Accolla Attrice

paolo-di-caro_bw  Paolo Di Caro Giornalista

felloni1  Monica Felloni Regista

gianino  Rosario Gianino Musicista e Filosofo

floriana  Floriana Grasso Conduttrice radiofonica

licandro1  Orazio Licandro Professore ordinario e Assessore al Comune di Catania

licari  Max Licari Conduttore e giornalista televisivo e radiofonico

pennisi_andrea150  Andrea Pennisi Editore 

ristagno  Piero Ristagno Presidente e fondatore NEON

aspina  Alessandro Spina Cabarettista

tempio1  Cateno Tempio Direttore Editoria

 

….presto nuovi aggiornamenti.

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Smegma Bovary: liberarsi dall’arte, per ricadere… nell’arte

di Marina Zabatino
Outsiders Catania
9 marzo 2015

Se il nome che scegliamo per i nostri figli è sempre indicativo e mai casuale, il progetto Smegma Bovary può lasciare intuire cosa ci si appresti ad ascoltare ad un loro live. Non musica da camera, nessuna ballata cantautoriale; non è pop, punk, electro, new wave. Forse è tutto questo insieme ma sicuramente, e soprattutto, non è mainstream. Ed in questa nuova generazione che sempre più palesa un basso livello culturale mascherato da intellettualismo da quattro soldi, Smegma sguaina la spada (o forse un’accetta), ed illumina i presenti, gli assenti e forse anche qualche manichino. Reduci dal punk rock degli anni di gloria di Ferretti, si convertono al fanatismo e celebrano l’arte come manifestazione sensibile della verità, cercando l’illuminazione anche nel fondo di una latrina. Il live comincia con Voglio andare a passeggiare al mare con te, una melodia cantilenante che rivela un testo antitetico, seguita da Agnus Dei con la partecipazione del filosofo Massimo Fazio che intona in loop con toni bassissimi Voglio vivere così di Tagliavini dove la musica è lasciata libera, tra accordi e disaccordi, e le parole riecheggiano, distorte, come riprodotte da un grammofono rotto. Il trio ha un perfetto equilibrio: Emiliano Cinquerrui usa la voce alternando i toni bassi da oltretomba, i medi con effetto eco liturgico, Continua la lettura di Smegma Bovary: liberarsi dall’arte, per ricadere… nell’arte

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Smegma Bovary Live Report

di Stefano Andretta
HOLDEN MAGAZINE
10 marzo 2015

Di fronte a personaggi come Emiliano Cinquerrui nulla può la critica musicale: debbono intervenire i carabinieri. Il concerto dato l’8 marzo al locale “La Cartiera” è infatti l’ultimo dei misfatti della band catanese, esponente di una vergognosa falange reazionaria sedimentata nella subcultura cittadina, dove è consuetudine oltraggiare i miti e i princìpi della democrazia senza il benché minimo proposito di misura e pudore. Musicalmente inetti, gli Smegma Bovary (basterebbe solo il nome a qualificarli) suonano un synth-pop insieme naif e sgraziato, con palesi rimandi agli anni ’80. I brani estratti dall’omonimo album, edito dall’etichetta autoctona Doremillaro (sb) Recs, sono strutturati secondo un metodo sempre uguale a se stesso: su una base campionata i tre scalmanati innestano improvvisate frasi di sintetizzatore intrecciate a riff di chitarra elettrica, mentre Cinquerrui si limita a cantare gli stringati ed (in)essenziali testi ricalcando pedissequamente il Ferretti dei CCCP. Per controbilanciare l’assoluta povertà stilistica dei pezzi, a tutti non resta che dare spettacolo della propria demenza con movimenti convulsi e Continua la lettura di Smegma Bovary Live Report

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Omaggio a Giuseppe Coco

Di Salvatore Massimo Fazio  
Bloc Notes
Settembre 2013

Il pane lo comprava rigorosamente al mattino. Presto possibilmente. Poi rientrava a casa. Elaborava prove. Telefonavo e mi chiamava.
Con Giuseppe Coco ci siamo conosciuti il 23 dicembre di qualche anno fa. Ricevetti l’invito da parte di una associazione per dare una testimonianza filosofica” e “psicologica” dei suoi lavori. Una vita ìn corsa.
Giuseppe disegnava e ‘fumettava’ con una ironia tipica del brav’uomo, ma anche con un cinismo spietato.
Quel 23 dicembre, alla presenza di un pubblico notevole, alla tavola rotonda ci assegnarono i posti vicini. Mentre gli altri commensali discutevano e preoravano I’overture, noi conversavamo sulle questioni dell’abbandono dell’arte.
“Sei tu iI filosofo, guarda che lo so. Non sono stonato”.
“Maestro…”
“Diamoci subito del tu” mi riprese. Ero imbarazzato, ma eseguii come un burattino. II migliore disegnato da lui magari.
“Giuseppe, stonati sono quelli che son venuti qui per te, nella tua terra… Insomma so di te che ti muovi su Biancavilla e sei tornato per sempre a casa tua”.
Lui rise di brutto, con quella moderazione della parola che aveva.
Ebbi una uscita poco felice nei confronti del trillare dei cellulari. Fui ripreso dal primo cittadino, con garbo ed eleganza, mentre Giuseppe ridacchiava sotto i baffi. Finito il mio intervento, la parola passò al moderatore e in quel frangente Giuseppe mi disse: “Ascolta la mia adesso.”
La parola passò a Giuseppe che esordì e concluse al contempo: “Grazie per essere venuti, grazie al Sindaco, grazie a tutti. Abbiamo finito, no?”
II moderatore rimase per un attimo spiazzato ed una risata uscì fragorosa dalla platea. Lui mi fece gesto. Come ad indicare che, con serenità, aveva proseguito il mio intervento sulla scia dell’imbarazzo.
Ci scambiammo i numeri e ci salutammo. Nei giorni a seguire le telefonate erano lunghe.
Gli recapitai l’ultimo mio libro e ne fu sorpreso. “Mamma mia come sei pessimista, ma dici cose sacre”.
Una mattina mi telefonò chiedendomi se per le 9 ci si poteva vedere davanti l’ingresso di un circolo da lui abitualmente frequentato: il Circolo Castriota. Andai. Non lo trovai. Continuavamo l’epistola telefonica, non quotidiana.

II 4 agosto del 2012 ascoltavo il notiziario in auto. “Morto il famoso fumettista Giuseppe Coco ormai ritiratosi nella sua Biancavilla, paesino nella collina catanese”. Ebbi un fremito. Proprio nella settimana precedente ci si era sentiti. Rimasi così in attesa di quello che dovevamo fare. Avrebbe prodotto l’ultima sua opera per rendere omaggio ad un “giovane amico filosofo pessimista”.
Rimasi interdetto. E mi resi conto sempre più che un consiglio che mi diede era il più vero:
Fai tutto Massimo, perché in un istante ti ritrovano con la penna in mano e a me con la matita e diranno che erano le opere incompiute. Loro si arricchiranno, mentre noi saremo a guardarli… da dove non si sa”.
Lasciai stare quello che stavo facendo. Tornai a casa e lo ricordai intimamente. Gli chiesi solo una cosa. Lui sa che cosa.

BlocNotes_Settembre2013
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