
Da Sicilymag.it del 26 Giugno 2026
“Bedda” di Simona Di Rutigliano, la Catania despota degli Anni ’50 ribaltata dalla forza delle donne
LIBRI E FUMETTI Un mondo in cui il peso della povertà, delle convenzioni e delle aspettative sociali accompagna ogni scelta, e dove il silenzio racconta più di qualsiasi parola. È la Sicilia degli anni Cinquanta – «tra le vie di un piccolo paese della provincia di Catania dove il tempo sembra essersi fermato e il progresso arriva solo come eco lontana» – quella che la scrittrice lombarda, di radice siciliana da parte di madre, tratta in “Bedda”, debutto alla narrativa. Tra le pagine prendono vita uomini e donne che non inseguono la felicità, ma cercano un modo per restare a galla
Mantovana ma di origini siciliane, di sponda materna, la giornalista Simona Di Rutigliano, che vanta una lunga collaborazione con “Il Giornale” e un’eccellente carriera di organizzatrice di dibattiti culturali, debutta nel firmamento libresco, alla narrativa, per i tipi di CN – Oligo con “Bedda” (pp. 172, € 16,00). È la Sicilia degli anni Cinquanta quella che tratta nel romanzo, «tra le vie di un piccolo paese della provincia di Catania dove il tempo sembra essersi fermato e il progresso arriva solo come eco lontana».
In “Bedda” non ci sono eroi né rivoluzioni, ma esistenze che avanzano tra rinunce, decisioni prese da altri e una quotidianità che lascia poco spazio ai sogni. Un mondo in cui il peso della povertà, delle convenzioni e delle aspettative sociali accompagna ogni scelta, e dove spesso il silenzio racconta più di qualsiasi parola. Tra le pagine prendono vita donne, e qualche uomo, che non inseguono la felicità, ma cercano semplicemente un modo per restare a galla. C’è Lia, destinata a un matrimonio obbligato; C’è Vita, che all’alba percorre chilometri per raccogliere gelsomini e mantenere un figlio cresciuto senza il sostegno del padre. C’è Maria, che rifiuta di adattarsi al ruolo che il paese ha stabilito per lei, e Angela, che vede nell’aborto l’unica possibilità di conservare il controllo sulla propria esistenza. Al centro di queste storie c’è “Bedda”, della quale il vero nome è Isabella Canicci, ma per tutti semplicemente Bedda fin dalla nascita… clicca qui o sull’anteprima di seguito per leggere l’intervista integrale su Sicilymag.it
