Menu

LRR – #ConsigLibro Settembre 2026 – Luca Raul Martini – Il tempo dopo – Di Felice Edizioni

8 Settembre 2026 - Letto riletto recensito
LRR – #ConsigLibro Settembre 2026 – Luca Raul Martini – Il tempo dopo – Di Felice Edizioni

Il tempo dopo” di Luca Raul Martini (Di Felice Edizioni, 2026 pp. 56 € 10.00) racchiude un profondo significato filosofico ed esistenziale, esteso come fondamento interpretativo nel passaggio e nella trasformazione della consistenza del tempo. La poesia di Luca Raul Martini attua una rifinitura cognitiva ed emotiva, quasi successiva, delle proprie vicissitudini, nella sfumatura biografica e riservata del dopo, traccia una linea di confine tra una condizione di marcata frammentarietà e una nuova verità da affrontare, fatta di tangibile e superstite salvezza, in un contesto elegiaco sopravvissuto ai trami e alle angosce dell’uomo. L’autore riesce, con valida e persuasiva attitudine intellettuale, a rappresentare la capacità di collocare gli oggetti che abitano la poesia in un confronto diretto e concreto con un’evoluzione nella mente e nel cuore, sposta la sua preziosa attenzione verso un’ordinarietà concreta, elegge la realtà come centro dell’ispirazione artistica. Condensa il concetto estetico di una poetica consistente in un procedimento creativo che esprime e trova nella materia pratica e quotidiana l’effettivo strumento espressivo degli arredi interiori, l’elemento colmato di un valore emotivo, le immagini esplorate nella loro dinamica fisicità, evoca le sensazioni attraverso i dati sensibili e materiali di un sentimento. Luca Raul Martini trova nella trasparenza e nella meraviglia delle testimonianze ordinarie, un affollarsi di contenuti solidi e lucidi, che rappresentano la conoscenza dell’uomo e riescono a suscitare una suggestione. I versi di Luca Raul Martini sono protagonisti d’infinità, integrano un’arte quasi figurativa, in cui la collocazione dei desideri tra le liriche opera una illuminante conseguenza delle idee, attua i cambiamenti e riorganizza il vissuto attraverso la fase di riformulazione e assorbimento delle stagioni umane, permette di superare la barriera tra il passato e il presente, legandosi all’orientamento di una prospettiva del rimanere. Esamina un confronto costante tra il valore dell’esperienza e l’equilibrio delle aspettative per ritrovare un tempo presente, per formulare la riservatezza e la delicatezza della saggezza, preservare l’unicità delle percezioni, comprendere la consapevolezza di un ritratto temporale mutevole intorno all’instabilità delle scelte e dei legami. “Il tempo dopo” non concede un registro enfatico e artificioso, utilizza dichiarazioni astratte, associate all’indagine dettagliata di una argomentazione di frazionamento delle parole, dove l’entità inanimata acquista una sua viva individualità indipendente, una funzionalità esterna da interrogare o da contemplare per tutto ciò che è posto innanzi al pensiero e alla vista, nell’esistenza plastica, silenziosa e autonoma. Luca Raul Martini consegna ai lettori una memoria altra, un’oggettività impassibile, un trasferimento immersivo in un territorio dotato di una funzione fenomenologica, coglie la poesia dall’interno e la affranca dalla sua funzione per lasciarla essere semplicemente nel mondo, riconoscendone il suo fluido naturale. La densità spirituale ed esistenziale dei versi acquista una persistenza, cattura la necessità di riconciliarsi con il mondo e di elogiare il rigore degli attraversamenti, creare una relazione autentica con le cose, lasciare parlare le emozioni. Il termine dopo come un’eredità del tempo, una presenza oltre il percepibile, il ponte emotivo e identitario di una reazione che perdura dopo di noi, vincolo di tutto ciò che esiste. (Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”)

Testi scelti

L’urna

Cipria di salotto scheggia d’osso

sarà chi prende le sconosciute

strade dei cani 

———————————

Il tempo dopo 

Essere il niente che mi fa compagnia

nella casa disertata. Di nuovo

sono comparse le nuvole. Di nuovo

l’edificio è crollato. 

La paura è più forte di ogni cerimonia 

——————————-

Aver passato venti anni al Casoretto

senza capire la differente classe

esser nessuno e adesso andarsene 

Senza luce, senza illuminazione camminare

fino a via San Teodosio e poi sparire 

——————————-

The Arrival 

Sostare in bilico tra due stazioni

di treni biblici o terreni. Uscire uscire

e non spezzare il passo dei soldati

che vengono in coppia

là dalle steli in piazzetta

sotto un irreale temporale.

Non fare d’ora l’orma di ieri le rotaie

ferme al termine. Da ragazzo 

camminavo col piede al marciapiede

e l’altro dans le caniveau

non più quei passi o le parole

bisogna stare in silenzio e zoppicare

sotto un’ipotesi di luna. È ridicola

la furia l’arrivo e ritornare 

——————————–

Il paese di terra 

E di nuovo al paese, in curve da stadio

le piste dove decelerano come bocce

di ferro nero le sfere

là dove gli angeli hanno costruito

il terrapieno 

se dall’alto tu vedi le mura

sei in alto due volte

se al basso ti ritrovi ti ritrovi vecchio 

tu mia figlia tenerissima immemore dei precipizi

in quale acqua in quale terra seppellirti 

——————————

Parziale conclusione 

Tra i villaggi, ho vissuto

in limine ai cancelli e alle porte.

Che incomprensibile e vano

garbuglio ho svelato a preti

e psichiatri. Forse per tenere

unici a me stesso

dei pezzi di frase

in cui tentare poi di abitare.

Per caso. Il lido di Cannero

la spiaggia dove siamo stati

bambini beati.

Le notti di temporale

dopo aver sfruttato senza danni

il bagno caldo – il ferro rovente

ficcato nella vasca

dai piedi di gallo. Le mani protese 

dei parenti per abbracciarci,

infanti o comunicandi,

o il giorno dei primi compleanni.

Perché tener cara, quindi,

in fondo al lercio bidone,

questa spazzatura

di giorni apparsi felici? 

Clicca sull'anteprima per acquistare il libro

Clicca sull’anteprima per acquistare il libro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *