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La Sicilia – Se un gatto prende il treno della vita – Recensione all’inedito di Savatteri e Camilleri (Bibliotheka edizioni)

11 Agosto 2025 - Articoli di S.M. Fazio, ESCLUSIVA!, Recensioni
La Sicilia – Se un gatto prende il treno della vita – Recensione all’inedito di Savatteri e Camilleri (Bibliotheka edizioni)

Da La Sicilia del 10 Agosto 2025

Se un gatto prende il treno della vita

Novità. Esce il 29 agosto il dialogo inedito fra Gaetano Savatteri e Andrea Camilleri un pamphlet sulla cultura di un territorio ricca di emozioni attraverso il viaggio lento

Esce il 29 agosto per la collana “memorie” della romana Bibliotheka Edizioni, a otto giorni dal centenario della nascita di Andrea Camilleri, “Il gatto che prendeva il treno. Conversazione sulla magia delle stazioni” (pp. 65, 14 euro), un dialogo inedito tra Gaetano Savatteri e Andrea Camilleri, con delle stupende illustrazioni curate da Paolo Niutta. Un pamphlet che raccoglie la bellezza del racconto e l’attimo che non sfugge all’osservatore. C’è Camilleri che racconta a Savatteri come un impiegato delle ferrovie lo tranquillizza perché alla prossima fermata del treno potrà scendere e fumare.

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Un viaggio tra parole e immagini che trasporta in un mondo fatto di atmosfere uniche e di storie che si svelano lentamente, quasi sussurrate dal ritmo dei binari e dai silenzi condivisi tra sconosciuti. Si catturare l’essenza di quei luoghi di transizione, dove il tempo sembra dilatarsi e ogni dettaglio diventa un’occasione per riflettere, per ascoltare e per scoprire qualcosa di più profondo sulla vita e sulla cultura di un territorio ricco di storia e di emozioni. Il treno, in questa narrazione, si trasforma in molto più di un semplice mezzo di spostamento: diventa un simbolo di partenze e di ritorni, di incontri e di separazioni, di memorie che si intrecciano e di storie che si scrivono tra una fermata e l’altra. Quel treno del quale Sciascia, raccontano i due, prendeva dal sud italiano per giungere a Parigi. È un luogo di comunicazione silenziosa, di scambi di sguardi e di parole sussurrate, dove anche il più piccolo dettaglio, come un animale che si muove con abitudine tra i vagoni, il gatto, può assumere un significato poetico e surreale. La presenza di un felino che conosce le fermate come un pendolare abituale è un’immagine che incarna perfettamente questa idea di un mondo in cui realtà e fantasia si mescolano con naturalezza, creando un’atmosfera magica e autentica. Tolta la solita tiritera del viaggio magico e romantico del treno che a molti non interessa, c’è da affermare che sulle rotaie si sviluppa un’esperienza che va oltre il semplice spostamento fisico: è un momento di ascolto, di osservazione e di narrazione. Le stazioni, con le loro panchine sbrecciate e le insegne scolorite, diventano custodi di storie non dette, di fantasmi del passato e di memorie che si affacciano timidamente alla superficie. È un ambiente che invita alla contemplazione, alla condivisione di silenzi carichi di significato, e alla scoperta di un mondo che si muove lentamente, ma con un ritmo tutto suo. Il testo, arricchito di riferimenti a grandi autori della letteratura, crea un collegamento tra le storie di terra e di mare, dove le ferrovie si incrociano con gli eventi del mondo: dalle lotte sociali al futuro che sarà. Il viaggio in treno scopre tra le pagine le radici del territorio fatto di contrasti e di bellezza che riscopriamo grazie alle lentezza, all’ascolto attento che sono necessari per una lettura di una narrazione condivisa. Ogni spostamento una storia, dove un gatto non soltanto conosce le fermate ma anche gli orari, perché sa chi potrà incontrare osservare e poi avviarsi verso l’uscita. Momenti semplici ma che non ripercorriamo mai all’arrivo a destinazione, di questi potente l’invidia che Savatteri racconta per un compagno di scuola figlio di un ferroviere, conosceva il mondo dai racconti del padre! Metafora della vita che insegnò Camilleri: paghi il biglietto entri, assisti allo spettacolo. Finisce, scegli da dove uscire.

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