
Da La Sicilia del 4 Luglio 2026
E nel mondo delle case editrici
una risata seppellirà tutti quanti
La feroce quanto realistica satira di Francesco Permunian in “Anime farfuglianti nella notte”
Ci sono scrittori e scribacchini. Poi c’è il talento puro, ardito e senza limiti nel comunicare la verità. In tempi di sport l’ultima è successa con Silvio Baldini, che presenta due formazioni di giovinetti in nazionale maggiore di calcio e vince ambedue le partite: premio? Torna in under 21! Ma questa è un’ltra storia. C’è il talento che senza sconti non le manda a dire e dal profondo nord si impone maestoto e magico ovunque: Francesco Permunian. Ci sono scrittori, dicevamo, che raccontano il mondo e scrittori che ne raccontano le macerie. Permunian non appartiene a nessuna delle due categorie, ciò è già palesato e con “Anime farfuglianti nella notte” (Palingenia Venezia, pp. 279, € 29), da pochi giorni in libreria, l’autore di Cavarzere, classe ’51, osserva il panorama letterario contemporaneo da una prospettiva periferica e disincantata, trasformando il sottobosco editoriale in un teatro popolato da figure tragicomiche, illusionisti, aspiranti autori e professionisti dell’inganno.
Il cuore del libro è Bellas Lettras, una casa editrice immaginaria che assume presto i contorni di una metafora feroce. Attorno a essa gravitano individui accomunati da una stessa ossessione: pubblicare. Non importa il valore dell’opera, la qualità della scrittura o la possibilità di trovare davvero dei lettori; ciò che conta è vedere il proprio nome stampato su una copertina. Permunian intercetta con precisione quasi entomologica questa fame di riconoscimento e la espone senza indulgenza, ma anche senza crudeltà gratuita. Crea personaggi memorabili: pensionati eccentrici, eruditi frustrati, editor senza scrupoli, traduttori mancati, scrittori dilettanti convinti di custodire capolavori ignorati dal mondo. Ne emerge una galleria umana esilarante e malinconica, in cui il ridicolo non cancella mai del tutto la sofferenza. Dietro ogni ambizione frustrata si intravede infatti il desiderio profondamente umano di essere riconosciuti. Uno degli aspetti più riusciti del libro è la sua capacità di trasformare la satira in qualcosa di più complesso. Pur prendendo di mira le storture dell’industria editoriale — dalle scuole di scrittura alle agenzie letterarie, dai festival ai meccanismi della promozione culturale — Permunian evita il semplice pamphlet polemico. Il suo bersaglio non è soltanto il sistema, ma anche la fragilità di chi continua a credere in esso nonostante le continue delusioni. La struttura frammentaria e corale contribuisce a creare un effetto di accumulo quasi vertiginoso. Le storie si intrecciano, i personaggi si rincorrono, le vicende si moltiplicano fino a comporre un affresco deformato ma sorprendentemente riconoscibile della contemporaneità letteraria. Il risultato è un romanzo che procede per episodi e voci, mantenendo però una forte unità tematica. Ciò che rende “Anime farfuglianti nella notte” particolarmente efficace è il registro comico. La risata che suscita è spesso amara, perché nasce dalla percezione di una verità scomoda: il confine tra aspirazione e autoinganno è sottile, e il mondo dei libri non è affatto immune dalle logiche di mercato, dalle vanità e dalle piccole miserie che attraversano ogni altro ambiente umano. Permunian firma così uno dei suoi libri più compatti e convincenti. Un’opera che diverte e inquieta, ma costringe a interrogarsi sul significato stesso della letteratura in un’epoca in cui la visibilità punta a contare più della sostanza. Dietro il grottesco e la caricatura resta una domanda seria: cosa sopravvive della letteratura quando tutto sembra congiurare contro di essa? La risposta del romanzo, pur immersa nel disincanto, sembra essere che la letteratura sopravvive proprio nella capacità di raccontare senza illusioni le proprie sconfitte.

