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La Sicilia – Foti canta ironia, speranza e redenzione – Intervista sul nuovo album “In questi tempi troppo ciclici”

16 Giugno 2026 - Articoli di S.M. Fazio, Interviste
La Sicilia – Foti canta ironia, speranza e redenzione – Intervista sul nuovo album “In questi tempi troppo ciclici”

Da La Sicilia del 16 Giugno 2026

Foti canta ironia, speranza e redenzione

“…la ciclicità dell’amore, degli eventi, dei comportamenti sociali. Dieci canzoni, dieci cerchi concentrici che si allargano, restringono, col fluire del tempo e quindi della vita, perché siamo in fieri, in divenire, ci tengo a sottolinerarlo, sia come soggetti, sia come parte di un’entità più grande. Dieci cerchi da rompere per andare fuori dal loop, fuori dalla schematicità logorante, innescare il cambiamento, iniziare a vivere…”. È con queste parole che il cantautore catanese Francesco Foti, classe ‘79, presenta il suo primo concept album, “In questi tempi troppo ciclici”, fuori ovunque il 9 Giugno, in cui le dieci canzoni della tracklist, di cui è autore e compositore, si legano e intersecano l’una all’altra esplorando dinamiche interiori e sociali.

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Tante le tematiche esplorate e approfondite: dalla denuncia dei mali che attanagliano la società moderna (“Tàn Tàn Tàn”), all’emarginazione verso chi non si conforma agli schemi (“Renzo il torbido”), passando all’amore attraverso più sfumature quali quello perduto che scatena l’amor proprio e il cambiamento (“Il cuore si scioglie, l’amore gocciola“), che non conosce schemi nè confini (“La libreria dell’alchimista”), che mira solo all’apparenza e convenienza (“Burocrazia sentimentale”), l’amore come abisso tra sensi di colpa, impotenza e pentimento (“Dimmi cosa resta” e “Novembre”), l’amore perverso (“Venere venefica”). Il bullismo, la transomofobia (“Aiuto!”) e infine il loop della serena follia (“In questa spiaggia”), dove tutto si ripete fino all’esasperazione in uno schema di libertà apparente come il sogno vivere in una paradisiaca isola deserta che si rivela una prigione facendo rimpiangere la routine del lavoro-relazioni sociali. Foti scrive e canta di speranza e redenzione in tutte le sue canzoni e lo fa con l’ironia tagliente di un linguaggio mai banale che pone l’ascoltatore distratto a canticchiare facilmente le melodie, mentre chiede a quello più attento di scavare anche tra le righe nel significato più profondo dei suoi pentagrammi, in cui gli arrangiamenti magistrali di Carlo Longo (co-produzione con Foti e Registrazione, Arrangiamenti, Mixaggio e Mastering) vestono alla perfezione ogni canzone. Il sound indie, volutamente retrò ma attuale, consentono all’ascoltatore di immergersi in un viaggio ai confini della propria coscienza, perché viene da chiedersi a fine album, se abbiamo ascolto o abbiamo saputo ascoltare, se siamo vivi o se stiamo vivendo, se abbiamo il coraggio o no di rompere gli schemi per uscirne fuori e guardare in faccia la vita. L’Elaborazione Grafica di Copertina è stata curata da Rossella Cosentino, mentre il progetto della stessa, dal regista e scrittore Vladimir Di Prima (che conosciamo bene per i suoi film con lo stesso Foti attore, Marino Bartoletti, Giuseppe Lo Piccolo): questa vede il cantautore divenire cantautrice, fluttuante tra il vecchio involucro ed il nuovo, nella trasformazione non schematica di ciò che la propria anima rappresenta nella maniera più sincera.

Clicca sulla cover per ascoltare alcuni brani del nuovo album di Francesco Foti

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