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LRR – #ConsigLibro di Stagione Primavera 2026 – Fosca Navarra – La notte fa ancora paura – Minimum fax

30 Marzo 2026 - Letto riletto recensito
LRR – #ConsigLibro di Stagione Primavera 2026 – Fosca Navarra – La notte fa ancora paura – Minimum fax

LRR – #ConsigLibro di Stagione Primavera 2026 –
Fosca Navarra – La notte fa ancora paura – Minimum fax

E attraversano la notte, e gli occhi sono al cielo, e le stelle stanno a guardare, e lo sguardo contiene una preghiera e delle domande, e l’attesa delle risposte, e sono poche, deboli, forti; e il blu si tramuta in nero e fa risaltare lo sbrilluccichio liquido, e non riescono a contenere questi occhi l’insieme immane dei pesi, e le spalle se pur forti vacillano, e gli arti inferiori svirgolano lungo l’asse verticale di un corpo che si prepara al martirio, e gli occhi felini guardano una distesa dal colore viola e cercano tracce e scappano levandosi su gambe leggere e dure, e cerchi che si tracciano e si chiudono, e vorticano come le teste e come i pensieri, e sette come le vite, e il gatto pingue dagli occhi striati e i serpenti pronti a colpire, e non sono nemmeno nascosti, e non vogliono nascondersi questi serpenti striscianti e cattivi, e non importa a nessuno se questi felini dall’aria alle volte distrutta e alle volte distratta e alle volte gioiosa, miagolano e si arruffano sotto la luna, e si sdraiano e si strusciano su corpi sinceri e cercano carezze da mani giuste, e che scappano sentendo il fetore, e cercano di capire cosa si celi dietro gli sguardi e dietro i padroni, e dietro l’impossibilità del dialogo e l’unico gesto che i serpenti fanno, oltre strisciare, è colpire, e lo fanno non curandosi, e sono egoisti, e lo fanno per il possesso e per una spettanza per loro ancestrale, e loro, le altre, sono tutte streghe, e sono da curare, da guidare e infagottare, e i pensieri felini non hanno la possibilità di esplodere e restano in potenza, obbligati e destrutturati nella banalità del quotidiano serpenteggiare, e nonostante le spinte e il coraggio, resta un miraggio, e fango e terra e cielo e mare e tutto ruota come deve ruotare e qualcuno si dovrà pur prendere il rischio di infrangere le cose e strappare le coperte e squarciare il cielo. E arriverà, arriverà una luce a illuminare e dare speranza, e noi tutti dobbiamo pregare che non resti solo la traccia scritta e che qualcosa succeda davvero, e restano ancora sole e il sole è ancora offuscato dietro nubi e cieli scuri.
E Fosca Navarra ci narra di sette vite e sette donne, e lo fa non lasciandoci respirare e ci spinge a trattenere il fiato; e si trasforma in sospiri, e fanno male, e fanno malissimo. Lo fa aggiungendo peso al peso sulle sue spalle, prendendo in braccio ciò che rimane, tutto quello che gli altri hanno abbandonato. Lei mette su carta vite che si accartocciano e cerca disperatamente di spianare di nuovo quelle sette esistenze e dargli un nuovo vecchio colore, per spiegare senza retorica che i serpenti azzannano come bestie feroci, perché lo sono. Lo fa con crudezza e una liricità unica, riuscendo nell’impresa di essere dolce e allo stesso tempo brutale, non si piega alla retorica e carica di significato ogni storia, ogni singola vita. Attraversiamo le esistenze così come le epoche e quello che ci rimane è l’assoluto della miseria in cui le donne vengono trattenute e abbattute, sentendone tutto il dolore e lo spirito fiaccato e l’orgoglio nascente. Lo fa con una scrittura piena e ispirata che trascina nei particolari e brilla come le stelle, si infittisce e si dispiega con grande proprietà e riesce a raggiungere il lettore per colpirlo con una lucidità che lascia l’amaro in bocca e la meraviglia di una scrittura che incanta per lingua e ritmo, consapevole, usata contro ogni dettame della narrativa contemporanea dove di meno è meglio. Il romanzo di Fosca Navarra è un piccolo gioiello, non perfetto, ma vero, schietto, audace, un romanzo che riesce ad accogliere il lettore e lasciarlo tramortito, che vibra di passione per la scrittura e amore per l’essere quella che è, una donna, un’autrice, una poetessa. Qualcuno potrebbe dirvi che è una raccolta di racconti, non un romanzo, io nel mio piccolo vi posso dire che c’è un filo, anzi più di un filo, è una matassa quella che si dipana da una storia all’altra e convince, trattiene. Qualcun altro potrebbe dirvi che è in qualche modo ripetitivo (nella struttura), io posso dirvi che nella ripetizione, nell’ossessività del gesto che si tramuta in violenza, in possesso, in coercizione, sta tutta la verità della scrittura e della scrittrice. Dopo una prima prova molto interessante nella poesia con il volume “Perdutamente”, edito da Ensemble, questo esordio nella narrativa la pone come una delle autrici più interessanti nel panorama attuale. Aspettando il suo, speriamo presto, nuovo romanzo, non posso fare altro che consigliarne la lettura. Come con tutte le opere che mi colpiscono, “ruberò” qualcosa a questa autrice (forse l’ho già fatto).

Clicca sul flyer per acquistare il romanzo di Fosca Navarra

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