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La Sicilia – “Mina come la cantante” e quei segreti fuori dai denti – Intervista Esclusiva in anteprima a Giusi Arimatea

15 Gennaio 2026 - Articoli di S.M. Fazio, ESCLUSIVA!
La Sicilia – “Mina come la cantante” e quei segreti fuori dai denti – Intervista Esclusiva in anteprima a Giusi Arimatea

Da La Sicilia del 14 gennaio 2026

“Mina come la cantante” e quei segreti fuori dai denti

«Scrivere aiuta a capire il mondo, a sistemare il caos dentro di noi. Però le storie spesso ti sorprendono e ti portano lontano dal piano iniziale»

Il 16 gennaio esce “Mina come la cantante” (Apalós, pp. 284, € 20), di Giusi Arimatea, scrittrice, drammaturga e giornalista messinese. Un libro che mescola confessioni private e struttura impeccabile, fatto di pause improvvise, vuoti carichi di senso e lampi di consapevolezza. Attraverso gli occhi di Mina, esplora i meandri della vita, catturando il contrasto tra ciò che si confessa e ciò che si tiene nascosto, tra fame di approvazione e voglia di sparire. La prosa è pulita, scandita dal battito del cuore della protagonista, con un tocco ritmico quasi da canzone. Le parole pesano quel tanto che basta per toccare corde profonde senza appesantire. Arimatea dimostra maestria nel dare nuova linfa alle storie al femminile, con lucidità e intensità.

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In un ventoso sabato della Sicilia orientale, l’autrice ci accoglie davanti a una tazza di tè nella sua Messina, per scambiare quattro chiacchiere sulla nuova produzione: “Mina come la cantante” nasce da un’urgenza personale o da un progetto narrativo consapevole? «Tutto inizia da un impulso privato. Scrivere aiuta a capire il mondo, a sistemare il caos dentro di noi. Ma pubblicare è un impegno serio, soprattutto con un editore come Apalós che punta su voci solide. Devi pianificare tutto, però le storie spesso ti sorprendono e ti portano lontano dal piano iniziale.» Perché questo titolo pop che richiama una icona, che ancora è considerata la voce più importante del panorama nazionale? «È un mondo di sensi multipli. Mina simboleggia come ci vedono gli altri, il bagaglio di sogni e pressioni che portiamo. Serve da gancio per la trama, evoca ribellione e autenticità pura, come una nota alta. E tocca il cuore: riflette il cammino verso l’identità, specchiandosi in idoli famosi. Lega la finzione a qualcosa di collettivo, lasciando spazio alla Mina personale.» C’è vita vera dietro Mina? «Zero autobiografia. È il bilancio di una donna over 65 che rivive il passato via profumi, cimeli, segreti di famiglia e rimpianti pesanti. Eredità di dolori tramandati generazioni, nodi mai sciolti. Affrontarli fa male, ma serve per trovare la propria strada, staccarsi dal peso altrui. Storia di crescita e tenacia, con relitti quotidiani che serbano echi vitali. La voce di Mina grida quel che tutti tacciono sulle cicatrici.» Prosa scarna e saltellante: scelta morale o artistica? «Prima di tutto morale. La mente non va dritta, balbetta, salta, invade. Frasi troppo ordinate tradirebbero il turbine interiore. E si allinea al mio stile naturale, fluido nei confini che conosco bene.» Questa sua ellissi non è solo tecnica: riflette la frammentarietà del pensiero umano, quel flusso caotico che solo una scrittura sincopata sa catturare fedelmente. Lei calibra ogni pausa per far respirare chi legge, immergendolo nel ritmo intimo della protagonista, in breve: scrivere ricrea il passato com’era? «Non credo, anzi non copia la realtà. Riordina, smonta, rimonta, alleggerisce. Non verità assoluta, ma chiarezza utile. Per me è ossigeno: esplora e tiene a galla l’anima.» La scrittura sembrerebbe strumento alchemico: i ricordi sono rielaborati in senso personale. E dopo “Mina come la cantante”, cos’ha in cantiere? «Progetti in corso: romanzi, testi teatrali, tutto legato dalla passione per le parole come via di scoperta. Mina mi ronza ancora intorno, ma presto la lascerò volare. Un libro finito vive negli occhi altrui, si trasforma. Niente chiusure nette, solo fili che si intrecciano, aprendo porte a nuove vite immaginate.» L’autrice non si ferma: il teatro la chiama con nuove idee, la narrativa con trame fresche. Mina resta un’eco, pronta a evolversi nei lettori, confermando come ogni storia sia seme che germoglia oltre l’autrice.

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