
Da La Sicilia del 20 febbraio 2026
Chi ha paura del bullo Trump e delle sue manie di grandezza
L’INTERVISTA. Il nuovo libro di Antonio Caprarica mette a nudo il “re” del mondo
«Per l’immobiliarista che volle farsi re, non c’è giudice più spietato della realtà». Questa frase, del nuovo libro di Antonio Caprarica, “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente” (Piemme, pp. 256, euro 19,90), é la sintesı di un’analisi critica su Trump e sui suoi danni. Caprarica si e prestato per un’intervista che apre margini notevoli sulla grave situazione mondiale. Caro Antonio, rieccoci dopo anni a ridiscutere del tycoon e delle sue follie: possono consolidare un’Europa confederale? «È la mia speranza. Sebbene Trump causi danni economici, politici e culturali, la sua politica potrebbe rivelarsi un’eterogenesi dei fini: spingere l’Europa a una consapevolezza nuova.
Gli americani ripetono: “Non contate più su di noi per la difesa né sull’art. 5 della Nato, che varrà solo per i nostri interessi”. L’Europa deve sapersi difendere da sola. Purtroppo, certi leader, inclusa la nostra presidente del Consiglio, si consumano a non vedere questa realtà». L’italia: colonia o alleata europea? «Dipende dagli italiani: popolo libero che vota. Da Trump non arriva nulla di concreto. Nessun vantaggio sui dazi, solo parole. Meloni gode della sua stima – ha fatto persino scrivere la prefazione alla biografia americana da Trump Jr. – ma non vedo benefici per l’Italia, solo chiacchiere. Anche i conservatori italiani stanno capendo che non c’è alcun guadagno elettorale da questo rapporto speciale con l’uomo di Mar-a-Lago». Nel cap. 17 “Sesso, bugie e complotti” riporti le manie occidentali di Trump: quali? «Culturalmente, Usa ed Europa sono ondi lontani, non giudico le loro abitudini, come il folklore elettorale. Più gravi sono le armi con stragi periodiche da folli armati come in guerra: per noi europei è violenza quotidiana inspiegabile. In 80 anni, però, abbiamo condiviso valori, tolleranza, rispetto del diritto, degli individui, del diritto internazionale e multilateralismo. Molti americani vedono l’Europa non come un fardello, ma come chiave della loro potenza globale. Senza amici non vai da nessuna parte: non domini né bastano le porte aeree cui Trump si onora». «Ha parlato per circa cinquantanove minuti, davanti a un’assemblea evidentemente sbalordita e sgomenta, in un delirio di paranoia e narcisismo patologico». Questa é ouverture de “Il bullo”. Il popolo non si accorge di certe palesi patologie? «Pensiamo ai tedeschi che non si sono accorti della follia di Hitler, ai russi che hanno ignorato la paranoia di Stalin o gli italiani che per ventidue anni tollerarono Mussolini (n.d.r.) che gli raccontava che erano gli eredi dell’ Impero. Purtroppo queste sono forme di leadership segnate da autorità del cui novero Trump fa parte. La leadership autoritaria è segnata da narcisismo. paranoia, autocompiacimento, che sono gravi forme malate della personalità. Certo il fenomeno Trump non si può liquidare con una malattia perché lui e l’America di oggi o almeno metà di America di oggi dove in un paese in cui la classe dei nuovi poveri, di coloro che hanno perso l’ascensore sociale, di coloro che hanno perso la speranza, è animata dal livore e dalla violenza dei Maga, dei nazionalisti cristiani, che hanno un enorme potere di influenza finanziaria dai capitalisti tecnologici che non tollerano le regole, stabilendo che il capitalismo deve divorziare dalla democrazia perché funziona meglio con l’autocrazia, per i loro interessi». A proposito, l’Europa ha appena chiuso l’accordo del Mercosur e ne ha attivato uno storico di libero scambio con l’india. Ritieni che nel medio e lungo termine la rottura con gli alleati occidentali determinerà una flessione significativa dell’economia americana? «È già in atto la flessione, basti pensare che l’indebolimento del dollaro permette a Trump di far fronte a un debito di trentottomila miliardi di dollari». Quindi le sciagurate trumpiane, portano a gravi crisi. «Esattamente, come la fuga dei cervelli. L’America é stata la terra che attraeva i cervelli, adesso la rotta si é invertita». Cosa finge di non sapere Trump? «Che il 30% dell’innovazione e dei brevetti, di ciò che fa grande l’America è il risultato di ciò che fa l’intelligenza degli immigrati indiani, europei e cinesi. E se cacci 11 milioni di immigrati che lavorano nelle fabbriche non potrai riuscire a ricostituire la manifattura in America. Contestualmente stai impoverendo la ricerca medica americana, basti pensare che un ministro della salute dichiara di non temere i germi dato che sniffava coca sulla tavolette dei cessi?».

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