
Da SicilyMag.it del 12 Marzo 2026
Il paradosso di “Quella sfortunata domenica di febbraio” di Enrico Scandurra: «La società è spietata, non ti puoi permettere di stare male»

Trasformando il suo “periodo nero” del 2017 in un romanzo vorticoso, dal titolo “Quella sfortunata domenica di febbraio” (Castelvecchi editore, pp. 90, € 13,50), Enrico Scandurra torna in libreria con un gioiello di “outing” psichiatrico, mantenendo quella scrittura forbita, e fruibile a tutti, che lo hanno reso noto al grande pubblico. Uno psicologo nevrotico, senza nome né cognome per incarnare chiunque, scivola da un tentativo di leggere Calvino a un internamento inesorabile, tra flashback di diversa natura. Influenzato da Céline e Baricco, l’autore di Letojanni denuncia una società italiana spietata che “butta via” i malati di mente dimenticati. Traendo ispirazione dal suo paese – il suo “Monte Parnaso” collinare – e dedicando l’opera a familiari, amici e una confidente speciale – Scandurra pubblica un libro-paradosso tra comico e amaro: chi ascolta i traumi altrui soccombe ai propri, in un finale aperto che invita i lettori a guardarsi dentro. La sua gentilezza è riconosciuta e tra i tantissimi impegni che questo volume gli sta incasellando nell’agenda ci ha accolto nell’inverno di Letojanni… clicca qui sull’anteprima di seguito per leggere l’intervista integrale su SicilyMag.it