Tutto torna – Il Venerdì di Francesco Das Atmananda

Un giorno in cui faceva molto caldo, un contadino che lavorava nel suo campo colse un grappolo d’uva e cominciò a mangiarlo ma, mentre si dissetava, pensò a sua moglie che stava facendo il pane in casa.
Forse con quel caldo avrebbe desiderato anche lei un po’ d’uva fresca.
Così le portò in dono il grappolo e torno nell’orto a lavorare.
La moglie apprezzò molto il pensiero del marito, ma le venne in mente che suo figlio stava spaccando la legna.
Chissà come avrebbe gradito un po’ di quell’uva fresca!
Cosi gliela portò.Il ragazzo fu ben lieto di rinfrescarsi la gola, ma anche a lui venne un pensiero:
alla sua sorellina avrebbe fatto piacere mangiare un po’ d’uva.
Detto fatto le regalò il grappolo.


La piccola incominciò a mangiarlo, ma alzando lo sguardo vide il papà che zappava l’orto.

Gli corse vicino e gli donò ciò che restava del grappolo.

Quando il babbo comprese che l’uva era la stessa che lui aveva raccolto, capì con gioia che ogni persona della sua famiglia era generosa e attenta ai bisogni degli altri.


Considerazioni personali:

Piccola metafora che ci fa capire molto semplicemente come, nella vita, tutto torna.
La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii.
Ma tutto questo non è riferito solamente alle azione, come la maggioranza delle persone erroneamente crede, ma specialmente ai pensieri.
Anche nel caso della storiella, erano i pensieri, che poi si manifestavano in azioni, a creare la realtà.
In effetti, Colui che ha iniziato a percorrere con consapevolezza il Sentiero, vigila attentamente sui suoi pensieri, poiché sa che essi formeranno la sua realtà futura.
In effetti, noi siamo ciò che pensiamo, inteso come circostanze ed avvenimenti che caratterizzano la nostra vita.

Un Maestro amava dire: “Osserva le tue parole quando sei in compagnia ed osserva i tuoi pensieri quando sei da solo”. Solo in questa maniera capiremo veramente chi siamo, cosa stiamo costruendo e quale potrà essere il nostro futuro, figlio legittimo dei nostri pensieri nel presente.

Per avere la padronanza dei propri atti, bisogna iniziare dalla padronanza dei propri pensieri diceva il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov.

  • Semina un pensiero, raccoglierai un’azione

  • Semina un’azione, raccoglierai un’abitudine

  • Semina un’abitudine, raccoglierai un carattere

  • Semina un carattere, raccoglierai un destino.

A questo punto possiamo asserire con certezza che se un uomo crea nella sua mente pensieri disarmonici di bassa vibrazione, il dolore e la sofferenza lo raggiungeranno inevitabilmente. Se invece coltiverà pensieri positivi di alta vibrazione, la gioia e la felicità caratterizzeranno gli accadimenti della propria esistenza. E’ quasi matematico…ve lo assicuro per esperienza diretta.
Quindi, avendo compreso che i nostri pensieri formano e creano le nostre azioni, va da sé che essi rappresentano le cause dei nostri eventi futuri che, a loro volta, ne rappresenteranno gli effetti.
Voglio ora concludere citando alcuni brani tratti dal testo di una delle più belle, esoteriche, profonde e spirituali canzoni scritte dal Maestro Franco Battiato:

ERI CON ME
Siamo detriti, relitti umani, trascinati da un fiume in piena
Che non conosce soste né destinazione
La nostra mente, le nostre azioni, sono la causa
Gli effetti invece, il nostro destino
Ciò che deve accadere, accadrà
Qualunque cosa facciamo per evitarlo
Ciò che deve accadere, accadrà
Perché è già accaduto
Eri con me ma io non ero con te
Sei con me ma io non sono con te
Ero con te ma tu non eri con me
Viviamo nell’impermanenza, nell’incertezza della vita condizionata
Ma ci ricorderemo di noi segretamente
Arriverà il giorno atteso a schiudere gli impediti passaggi
Prepariamoci a nuove esistenze

Un abbraccio di Luce e Pace e buona domenica per tutti con Amore Francesco das Atmananda (G.B.)

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