ESCLUSIVA! Maribella Piana racconta “Cielomare” a LRR!

  Era l’autunno del 2015, quando quattro amici al bar (nello specifico Enzo Cannizzo, Emiliano  Cinquerrui, Fabrizio Nicosia e il qui scrivente, col partnership grafico di Monica Saso, presso il Wine bar Città Vecchia a Catania), programmavano quella che sarebbe divenuta la più importante rassegna etnea, libera e divincolata da pressioni di qualunque genere, di letteratura, titolata “Parole alla mescita“. Non più di quattro-cinque incontri, divisi in due-tre mesi. Tra questi fu richiesto alla conterranea, Maribella Piana, fresca di pubblicazione per i tipi di Bompiani edizioni con I ragazzi della piazza di partecipare. Maribella si divertì, il format prevedeva la goliardia e la serietà, tanto che son seguite altre edizioni. Oggi, da ciò che è nato da quella e altre esperienze, il blog (4° per visibilità nella città etnea) Letto, riletto, recensito!, fondato sempre dal qui scrivente con diversi altri personaggi, che ancor oggi orbitano in quel meraviglioso luogo che è il Wine Bar Città Vecchia, Maribella Piana è una guest eccellente, che torna sul mercato editoriale con una (scabrosa?) storia che prende il nome di Cielomare, pubblicato qualche giorno fa per i tipi di Algra editore di Alfio Grassoal quale, a quest’ultimo facciamo gli auguri perché padre da non più di 36 ore.

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Giuseppe Castiglia il 17 settembre a Motta Sant’Anastasia (Catania)

L’Associazione Culturale “Le Nuove Muse” presenta l’opera teatrale nata da un’idea di Piero Lipera, “Micio Tempio (vietato ai minori)”. L’opera è scritta e diretta da Rosario Minardi e MarcoTringali, interpretata da Giuseppe Castiglia, Rosario Minardi, Rossana Bonafede, Luana Toscano, Antonio Caruso, Santo Santonocito.

L’OPERA TEATRALE
Rappresentazione biografica romanzata della vita del poeta e scrittore catanese Domenico Tempio, meglio conosciuto come Micio Tempio. L’opera si svolge in un solo atto, della durata di due ore circa. Ambientata tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 con costumi dell’epoca, nel cuore di una Catania totalmente scissa tra l’ignoranza di un popolo che non cerca evoluzione culturale e un ambiente socialmente elevato permeato di falsità e perbenismo. Temi che il poeta tratta con ironia e voluta trasgressione. Del suo linguaggio artistico ne fa strumento di denuncia. La rappresentazione contiene momenti di racconto della sua vita e momenti di interpretazione di molte sue poesie. Ilarità e ironia si alternano a momenti di elevato interesse artistico e storico.

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