Archivi tag: Domenica Blanda

Dario Neron, Doctor Reset, Il Camaleonte edizioni – Le recensioni in LIBRIrtà

Abbiamo rallentato, con l’ingresso dell’anno del Signore 2018. Abbiamo cambiato e ci è piaciuto. E poi abbiamo ricambiato per tornare da dove siamo venuti. Il 2 luglio 2017, uscimmo ufficialmente, lasciando come link base, il nome del fondatore del blog, che è anche il filosofo fondatore della corrente del nichilismo cognitivo. Ma proprio con questo blog ha dimostrato che il nichilismo, visto nella sua personalissima ottica, che sta contagiando tantissimi seguaci,

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Elisabetta Villaggio, La Mustang rossa, La ruota edizioni – Le recensioni in LIBRIrtà

Una recensione, bellissima, per un libro che ti mostra molti lati della vita di tantissime persone. In poche righe il sollecito e la stimolazione che ha dato a molti lettori è stato davvero sorprendente (sapete bene che la nostra Domenica Blanda qualche giorno prima della pubblicazione ufficiale della recensione di turno, la fa ‘girare’ ufficiosamente in diversi e importanti gruppi di lettura, e ci siamo accorti l’interesse che ha suscitato).
La storia è ambientata nel 1988, a Los Angeles, sullo sfondo la canzone di Tracy Champan “Fast car“, uscita proprio quell’anno. Il verso “Be Someone”, descrive bene quello che vogliono fare le due amiche del romanzo “essere qualcuno“, come tutte le persone che ruotano intorno a loro.

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Matthew Thomas, Non siamo più noi stessi, Neri Pozza – Le recensioni in LIBRIrtà

IL 2018 apre Le recensioni in LIBRIrtà con “Non siamo più noi stessi” di Matthew Thomas, Neri Pozza editore a cura di Domenica Blanda.

Eileen Tumulthy è figlia di emigranti irlandesi. Vive col padre e la madre negli Stati Uniti, nel cuore del sogno americano. La vita non è facile, è necessario subaffittare una stanza per sbarcare il lunario, ma tutto è destinato a peggiorare, sua madre per un grande dolore si rifugia nell’ alcolismo. Pur se rispettato, suo padre ha il vizio del gioco è non riesce a dare equilibrio alla famiglia. Tocca a lei, Eileen, farsi carico dei suoi genitori. È in questi anni, duri e faticosi, che matura il desiderio di una vita felice, il sogno di benessere e serenità. Tenace e determinata, salva in qualche modo la madre e riesce a studiare: le condizioni economiche non le permettono di laurearsi, ma diventa infermiera e, passo dopo passo, riesce a diventare responsabile nelle strutture ospedaliere in cui lavora.

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Amos Oz, La scatola nera , Feltrinelli editore – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Traduzione dall’ebraico di Elena Loewenthal, per chi la conosce è già indice positivo.

La struttura del libro è quella di un epistolario. Ileana, dopo sette anni da un difficile divorzio con Alec, gli scrive per chiedere aiuto nella gestione del loro figlio, Boaz, adolescente irrequieto e problematico. Alec ha disconosciuto il figlio, per fare un dispetto alla moglie ( si scoprirà nella loro corrispondenza i motivi per cui lei non ha fatto resisteza : paradossalmente simili) Lui si è trasferito in America, famoso studioso di fanatismo religioso, lei s è è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. Tutti i personaggi, (proprio tutti) non si confrontano nel racconto, lo fanno a distanza, scrivendosi lettere. Le lettere degli ex coniugi sono ricche e appassionate ,ma non di minore interesse tutte le altre lettere dei personaggi di contorno.Il tempo nel romanzo passa, improvvisamente è passato un mese e il lettore viene a sapere solo a posteriori cos’è successo.
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Rosa Mogliasso, La felicità è un muscolo volontario, Salani editore – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

L’ho finito oggi, dopo “L’assassino qualcosa lascia “e “L’amore si nutre d’amore”.
La Commissaria Barbara Gillo è alle prese con un triplice omicidio. Una benestante signora ex contessa Punotti, massacrata nella sua casa e due barboni uccisi a colpi di pistola a Torino.
La trama del libro è complessa ben strutturata.
I tre delitti sono tra loro collegati. È implicato il figlio della contessa viveur di mezza età, mantenuto dalla madre, la figlia scappata da un collegio di suore per diventare una terrorista, scomparsa da casa e di cui nessuno ha notizie.
Con una trama ben costruita, nella città di Torino si arriva piano piano a dipanare quella che si presenta come matassa ingarbugliata.
La Commissaria Gillo, anche in questo romanzo, deve sistemare la sua storia d’amore col collega fedigrafo palermitano con cui vorrebbe passare il natale ma…
Interessante e piacevole da leggere, così come è interessante il titolo “La felicità è un muscolo volontario ” spiegazione che le viene fornita durante l’interrogatorio dell’amica della contessa uccisa , che riferendosi a studi americani, asserisce che siamo infelici perché immaginiamo di esserlo….noi esseri umani possiamo ricreare mentalmente gesti di felicità che ci consentono di essere sempre più felici, o almeno, non infelici. Sviluppando in modo particolare la corteccia frontale sinistra, per esempio -dice -con la meditazione. L’infelicita’ è come reagiamo alla sofferenza. Pure prendendo col beneficio del dubbio questa teoria (magari pure giusta ) la commissaria la fa sua per affrontare il fidanzato, andando a trovarlo a Palermo, nel momento dell’indagine, tornandosene a Torino , più serena e aiutata da lui pure nell’indagine.
A me è piaciuto come gli altri che ha scritto. È un poliziesco ben fatto.

Luigi Natoli, I beati Paoli, Sellerio editore Palermo – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Un bellissimo romanzo storico, nonostante la mole, 1280 pagine, è un libro che si legge senza fatica. Natoli ha ricostruito fedelmente Palermo e dintorni dell’inizio del XVIII secolo, usando fonti storiche. È un romanzo che scorre rapido, siamo nella Sicilia che va dal 1698 al 1719, tra Palermo Messina e Catania .È il momento in cui l’isola, con la pace di Utrecht (1713), viene ceduta dalla Spagna ai Savoia e poi contesa tra spagnoli e austriaci. Molti sono i protagonisti a cominciare da don Raimondo Albamonte della Motta che fa sparire gli eredi del fratello maggiore, morto in guerra, per appropriarsi di beni e poteri. Ci sono intrecci contorti, storie parallele,amori, tradimenti, buoni e cattivi, come nelle migliori storie. Ed una setta segreta, i Beati Paoli, che cerca di fare giustizia nella corruzione imperante . Si oppongono ai delitti di don Raimondo , senza farsi scrupolo compiendo a loro volta atti feroci. La loro attività si svolge nei sotterranei e nei cunicoli della città, ben descritti, con l’ approvazione tacita del popolo che se anche vede e sa, non parla. Due poteri contrapposti. Uno in ombra l’altro sui troni. Tanti colpi di scena rendono il romanzo più accattivante, emozioni, passioni travolgenti. Ma esistevano davvero?

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Michel Bussi, Non lasciare la mia mano, E/O edizioni – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Non lasciare la mia mano, una storia ricca di colpi di scena ambientata nel Dipartimento d’Oltremare che la Francia ancora possiede in mezzo all’oceano Indiano, l’Isola della Réunion.
“È pericoloso far risorgere il passato”
due elementi che sintetizzano a meraviglia la trama che lo scrittore ha inventato per questo giallo mozzafiato, soprattutto nell’epico, lungo finale.
Un noir che tiene col fiato sopseso dalla prima all’ultima pagina.
Già nella quarta pagina , avviene il primo assassinio di un uomo solo per aver intravisto dentro il bagagliao di una macchia un braccio che sporge.
La storia comincia il 29 maggio 2013, venerdì prima di Pasqua, in un lussuoso albergo di Saint-Gilles Les-Bains, l’Almanda, di cui sono ospiti vari turisti francesi: la coppia Martial e Liane Bellion, la loro bambina bionda di circa sei anni, Sofa, l’avvocato Jacques Jourdain e sua moglie Margaux; alle quattro del pomeriggio Martial prega gli amici di dare un’occhiata alla bambina che gioca in piscina, mentre lui andrà in camera a vedere come mai Liane, che era salita in camera un’ora prima, ancora non ridiscende.

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Alessandro Garigliano, Mia figlia Don Chischiotte, NNEditore – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Per la prima volta la rubrica Le recensioni in LIBRIrtà, curata da Domenica Blanda nel blog Letto, riletto, recensito!, racconta e recensisce un libro di un autore catanese, ciò è motivo orgoglio per tutto lo staff del blog, nato sviluppatosi ed estesosi proprio nella città etnea e che ad oggi vanta sette collaboratori in tutta Italia, tra queste proprio Domenica, piemontese di Verbania, che ha aperto la rubrica ad oggi più seguita. Buona lettura e buon coinvolgimento con Alessandro Garigliano e il suo “Mia figlia Don chischiotte” pubblicato per NNEditore.

Con una genialità unica e un linguaggio scorrevole e piacevole l’autore rilegge e trasporta nella sua vita familiare il romanzo di Cervantes ,opera a cui dedica molto studio.
Lui disoccupato, con lavori precari si dedica alla figlia con passione e dolcezza.
Come Don Chisciotte, folle, spregiudicato, irrazionale è sua figlia: intraprendente, non curante dei pericoli, instancabile, coraggiosa ed adorabile,la “principeffa”
Sancho è lui, assoluto servitore devoto.

Annie Ernaux, Gli anni, L’Orma edizioni – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Si inaugura oggi con “Gli anni” di Annie Ernaux, L’Orma editore, la nuova rubrica “Le recensioni in librirtà” del blog Letto, riletto, recensito! Il gioco del termine è voluto, perché la blogger Domenica Blanda, che la curerà, ha sottoscritto un partnership con noi che la rende libera di continuare a pubblicare le proprie recensioni dove e come vuole, dandoci semplicemente il preavviso che sta per pubblicarne una nuova ad ogni volta che è pronta. Felici di questa non esclusività che ci impegnerà a farci stare sul pezzo, auguriamo buon lavoro e buona lettura con questa prima puntata. benvenuta Domenica.

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