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SMF intervista Amleto De Silva per L’Urlo

30 agosto 2018 - Articoli di S.M. Fazio, DIGRESSIONI, Interviste
SMF intervista Amleto De Silva per L’Urlo

 Divertente, ironico e amareggiato il genio assoluto dell’intellettuale, scrittore e vignettista napoletano, di adozione salernitana e romana, Amleto De Silva pubblicato ancora una volta dalla LiberAria editrice di Bari, riprende un suo personaggio d’altri romanzi, e “obbligato” del siciliano Sergio Claudio Perroni, partorisce un romanzo/manuale sulla idiozia sociale, “L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè”  che senza mezzi termini e con una lucidità unica, chiude una serie di constatazioni sul concetto di idiozia reale grazie al saper osservare, con goliardia e amarezza, che fonda le radici nei precedenti capolavori quali “Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi”, “Il dizionario illustrato dei #giovanimerda”, “I 10 peggio. Sociologia della scemità”, ” Degenerati. Il metodo Cyrano per salvarsi la vita in un mondo di idioti”, “Mastro Titta”.

 

 

Chi è Augusto Germano Poncarè?

È un personaggio di contorno nel mio primo libro, Statti attento da me. Personaggio al quale mi sono affezionato. Sergio Claudio Perroni, che è tuo conterraneo, mi ha sollecitato, anzi, mi ha obbligato a scrivere di questo personaggio, ed io ho obbedito. Poncarè è l’emblema del cretino di successo, è il buono a nulla che riesce ad arrivare a posizione di prestigio, ed è più favorito dalla cretinaggine che sta intorno più che dalla astuzia e dalla cattiveria. Sono i fessi che stanno attorno a lui, e che sono più fessi di lui, facendogli fare ciò he gli pare. Un po’ la metafora di ciò che accade in Italia: siamo a livello di rincoglionimento notevoli.

 

 

Tu segui una linea decadentissima per l’Italia, l’ho letto e notato da più parti, quasi a lanciarti verso un nichilismo totalitario.

Non è nichilismo, è una capacità di osservazione. Quando avevo quindi, venti anni, guardavo i film con Tognazzi. Adesso dove vai? Che vedi? Il cinema non è bello, è brutto. Anche i libri, sono brutti. Non posso permettermi come si dice a Napoli “una buona gioventù e una mala vecchiaia”… mi stanno facendo fare una mala vecchiaia… io sarei tendenzialmente ottimista… ma non c’è dove andare.

 

Nel tuo ultimo romanzo giochi molto con i termini, anche col cognome del protagonista da Poncarè a pancarrè, ripetendo fino allo sfinimento, perché?

Faccio emergere il concetto di idiozia che ogni persona vuole capire. Cioè le persone dicono pancarréperché vogliono interpretare il pancarrè, ma proprio per idiozia. Non c’è volontà a sforzarsi tra le persone, non si vuole fare uno sforzo mentale. Si sceglie sempre la cosa più semplice, e ciò induce all’ignoranza. Ricordo una ragazza che aiutava in famiglia per ripulire la casa, era russa, ma si chiamava Lucia, ma in verità era Svetlana, io le chiesi perché cambiava il nome. Perché gli italiani non riuscivano a farsi entrare in testa un nome strano: la chiamavano Lucia, perché era più facile, per loro. Così nell’arte. Ed è gravissimo. I dialoghi nel cinema o i libri che leggi, sai già dove vanno a parare. Ed è noioso. Non c’è impegno. Siamo giunti al livello della stupidità. La nostra vita è sempre più brutta.

 

Ciò si riflette nella politica?

Certo. Lo dico da anni. Cioè la colpa qui non è di Salvini in quanto Salvini. Se l’arte la concepiamo come nulla, o se non c’è proprio nulla di approfondito, o se non che tutto si deve sapere prima ancora di osservare o leggere un libro, è ovvio che socialmente mettiamo un Salvini al governo… e quello fa il suo lavoro, pessimo, ma gli abbiamo dato gli strumenti per farlo.

Questa sinistra buonista (che è un termine fesso), fatta di gente che si lagna, ecco queste sono persone in malafede. Altro che sinistra! Io vado contro da anni a questi frignoni.

Cioè ,i problemi non arrivano dal nulla. Per capire il fascismo non ci vuole la psicologia di massa. Ricordi la questione di Mafia capitale, quando fu detto che con i migranti si facevano più soldi che con la droga? Lì a sinistra si doveva chiarire, per non permettere ai razzisti di cavalcare la cosa .

Noi a sinistra dobbiamo essere meglio e basta. Ma qui invece è finita che hanno dimostrato di essere delle merde, forse al pari di Salvini, che non mi dimentico cosa cantava contro i napoletani. Ma tu governo di sinistra cosa fai? Gli dai il lasciapassare ed è ovvio che quello (Salvini n.d.r.) si muove strumentalizzando gli ignoranti e buonannulla. E cazzo! Non possiamo lamentarci che ci rubano in casa quando lasciamo la porta aperta.

Ecco, abbiamo lasciato a Salvini la porta aperta.

 

Virginia, è un personaggio importante nel tuo romanzo, ti chiedo: ma da dove ti viene fuori la sua socialità pre matrimonio, che dialoga con tre personaggi dal nome fantasmagorico?

 

Non lo so nemmeno io, è un capitolo che è uscito da sé, compreso i nomi di quei tre personaggi che hanno contraddistinto la sua vita: Assurda, Derisa e Balorda. Il capitolo di Virginia si è scritto da solo. Non voglio eccedere, ma è il miglior personaggio femminile della letteratura italiana dell’ultimo trentennio. Non sono nessuno io, ma mi succede di scrivere cose meravigliose, sono contento che ti abbia colpito… non mi assumo la responsabilità (ride Amleto). Io non lo so, ma scrivo cose straordinarie che non riconosco mie.

 

Un tuo libro è dedicato ai giovani (di) merda, chi sono?

Strafottenti, ignoranti, stupidi, senza alcuna voglia. Non gliele fotte niente. Se gli chiedi chi è Dino risi, ti dicono “e chi è?”, glielo dici e ti diranno “ma chi se ne frega, è morto”. Questi manco i Nirvana ascoltano più con la scusa che Cobain è morto che loro ancora non erano nati. Si sentono in diritto di ignorare il mondo che li ha preceduti . Sono sul fascista andante, che si dichiarano però anarchici.. perché è facile farlo. Dire “sono anarchico” è una facile e buona scusante per giustificare di non essere un cazzo e di non avere voglia.

 

Dunque i sinistrorsi contemporanei?

Quelli sono frignoni e piagnoni, inutili, già lo abbiamo detto cosa sono.

 

Il libro si imposta per capitoli alternati, quelli dispari scritti in corsivo che rappresentano la voce narrante, quelli pari che identificano la storia, col protagonista, col nostro Augusto Germano. Questo libro è un romanzo, che si legge in un’ora ma deve essere approfondito per tutta la vita, a partire dal godimento della voce narrante che vede morire il protagonista. E lo scrittore De Silva, gode a vederlo morire?

Io ti ringrazio, e sono davvero contento. Il libro non è studiato a tavolino, anche se la struttura mi impegna a farlo uscire per bene. Mi fa davvero piacere che ti abbia preso così, che lo rileggi. Lo faccio anche io, con un film, con un libro e sono rari i libri buoni. Grazie davvero. Riguardo la morte di Poncarè, no, non sono contento, ne godo. A me Poncarè fa simpatia, sono affezionato a questo personaggio, che è pure fascista. Perché essere fascista è facile, non ci vuole nulla: per essere fascista basta essere cretino. Il problema è nel saper essere comunista… e sti stronzi hanno insabbiato tutto. Ma non potevo crearlo comunista, lo sfigatissimo e schifosissimo partito comunista di una volta, che io criticavo, almeno aveva dignità, non come oggi. Poncarè rappresenta la facilità del fare stupidità di oggi, ecco perché, anche, fascista.

 

Dunque, i centro sociali, messi su da quelle persone che devono fare tendenza e moda?

Dipende dai centri sociali. Ce ne sono di benemeriti. Il problema è che ne vedo tanti che invece di fare il loro mestiere fanno ristorazione abusiva, fanno i soldi, pensano ai soldi. E poi ricordatevi sempre che Casapound è, a tutti gli effetti, un centro sociale.

 

Il tuo personaggio può essere metafora del figlio, di tal politico o tal colonnello, di quei potenti che li piazzano in ruoli, seppur non sanno manco cosa rappresentano quei ruoli? Se così fosse, il tuo libro è profezia.

Il problema è che ciò che mi chiedi è lo specchio di ciò che sta accadendo adesso in Italia: i cretini al potere. E cosa vuoi mai che faccia, un cretino? Il cretino. E l’avallo glielo danno quelli che sono attorno, gli consegnano il mandato di potere e questi fanno danni! Un tempo, magari i figli di tal tizio, lo aiutavano per il lavoro, ma avevano la dignità di metterlo a fare l’usciere o il passa carte… oggi li fanno sottosegretari o gli danno ministeri. E vedi le catastrofi. Ci sono più cretini che posti disponibili, e un cretino lo trovi a fare il docente, il medico etc. Il problema è il sistema che permette che esistano i Poncarè. Te lo dicevo prima: la colpa non è del ladro se tu gli lasci la porta aperta!

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