NOVITA’ EDITORIALE – Col mensile “S” il nuovo libro di Fernando Massimo Adonia su ombre e luci della festa di Sant’Agata, Patrona catanese

Fernando Massimo Adonia è il giornalista catanese, che lo scorso anno per i tipi di Eclettica è balzato alla cronaca nazionale con un libro molto interessante, che a dirla pulita e leggera, sconfessa l’intelligenza del duce (ma questo è un nostro parere). Sempre con lo stresso libro, pone in auge le gesta di un giovane fascista catanese, Carlo Amato, e ancora, sempre sulla scia di Presente! (questo il titolo), lo scrittore e  – nuovamente – giornalista catanese, semina dubbi su ci abbia ucciso il giovane al quale dedicato il libro. Bene, ma che ce ne importa di pomparlo ancora? NULLA, se non che da oggi col mensile “S”, in allegato si trova il nuovo libro di Fernando Massimo Adonia, Il martirio della festa. L’ombra della mafia e la morte di un devoto, ecco come due processi hanno cambiato il volto dei festeggiamenti dedicati a Snt’Agata, pubblicato per i tipi del Gruppo Editoriale Novanta Cento, che racconta di luci e ombre sotto l’ala della Patrona di Catania, Agata, Sant’Agata. Riportiamo l’articolo scritto da Melania Tanteri per Live Sicilia, che ci consegna delle informazioni non indifferenti.

Di Melania Tanteri per LiveSicilia
“CATANIA – Una delle responsabilità della pubblicistica e della saggistica è fornire chiavi di lettura.
E’ spingere il pensiero oltre il fatto vero e proprio, tentando di dare ordine alle cose con un senso logico, un rapporto di causa ed effetto che, svelato, rende più intellegibile qualcosa che, in caso contrario, potrebbe restare lì, fermo alla prima impressione, emozione, reazione. In questo breve ma non per questo meno intenso volume, Fernando Massimo Adonia, cerca – e ci riesce pienamente – di zoommare su un aspetto della Festa di sant’Agata, tra le più partecipate della cristianità, che per troppi anni è stato ignorato – volutamente o meno, non è questa la sede per dirlo – restando relegato a rapida descrizione, ad epiteto non certo edificante che ne ha distorto talvolta la percezione: il binomio Festa – Mafia. Una ricostruzione metagiornalistica, che prende spunto da due elementi fondanti degli ultimi due lustri: i processi penali che hanno avuto come sfondo la Festa e la sua organizzazione. Aspetti, come scrive l’autore, tutto sommato marginali per le centinaia di migliaia di devoti e di amanti della tre giorni. ma che restano invece le facili chiavi di lettura di chi si approccia alla manifestazione con distacco e presunta superiorità.

Adonia, carte alla mano, scandaglia gli umori che ruotano intorno alla tre giorni agatina, dopo precise accuse da parte della politica che sfociano in un importante processo sulle presunte infiltrazioni mafiose nell’organizzazione e gestione della Festa. Lo stesso fa con le carte di un altro procedimento penale, quello sulla morte del devoto Calì che, forse meno del primo processo ma in modo più profondo – la morte di un giovane schiacciato dalla folla costringe tutta la macchina a ripensare se stessa – rappresenta una cesura importante, dopo la quale niente è e sarà come prima. Un momento di svolta, l’inizio della reconquista, dal quale prendono le mosse una serie di controffensive. Queste, secondo la ricostruzione puntuale dell’autore, rappresentano “Il virus e l’anticorpo” dell’agonizzante Festa e dell’agonizzante città che “melior de cinere surgo”, riesce a superare uno dei momenti più bui della sua storia. E a darsi nuova veste e nuove regole per superare il momento particolarmente delicato.

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