L’autore si racconta. Cataldo Bevacqua.

Ad un anno dalla pubblicazione, ci facciamo raccontare dallo scrittore Cataldo Bevacqua il suo esordio editoriale.

 La Tregua di Natale di Ypres è il titolo del mio primo libro, edito dalla casa editrice goWare il sette dicembre del 2016.
Ypres, Belgio. Fronte occidentale della Prima Guerra Mondiale. E’ la notte di Natale del 1914. La luna piena splende candida in contraltare al buio della notte, e ovunque riluce il biancore della neve ghiacciata. I soldati inglesi sono assiepati all’interno delle loro trincee, quando improvvisamente vedono innalzarsi, al di sopra del fossato antistante in cui sono asserragliati gli uomini dell’esercito tedesco, un esile e minuscolo alberello di abete, graziosamente adornato con fievoli luci. Comincia così uno degli avvenimenti più affascinanti e commoventi che la storia dell’uomo ricordi: la tregua di Natale del 1914. L’idea di scrivere un testo sulla tregua di Natale è nata allorquando, attorno agli inizi del mese di novembre del 2014, ho avuto modo di seguire un servizio sul canale televisivo Rai Storia, riguardante gli episodi di tregua sorti spontaneamente tra i soldati degli opposti schieramenti nel periodo natalizio del 1914, durante la Prima Guerra Mondiale.

Un fatto affascinante, che non trova alcun riferimento nei libri di storia, nonostante esso sia pienamente documentato e abbia visto la partecipazione spontanea di una vasta moltitudine di soldati. Mi sono “messo a studiare” e, nel mio girovagare culturale, durante il quale ho avuto la fortuna di reperire documenti molto interessanti, non ho potuto fare a meno di notare un particolare lessicale davvero curioso: quasi tutti i testi associavano la tregua natalizia al toponimo Ypres, il luogo dove era avvenuta la maggior parte degli episodi di armistizio spontaneo. La Tregua di Natale di Ypres: una frase bella, musicale, direi quasi idiomatica. Un insieme indissolubile di termini che appaiono a tal punto elettivamente affini, da avere la forza di cancellare nella memoria storica la nefasta associazione tra la cittadina belga e sostantivi che riecheggiano solo frastuono di morte: l’iprite, prima di tutto, il gas chimico che prende il nome proprio da Ypres, il luogo dove esso fu per la prima volta usato, ma anche le quattro battaglie combattute nella città e a questa lessicalmente accostate. E’ quasi un segno del destino: nel deserto desolato delle associazioni lessicali che ammantano di tetri colori i ricordi storici, all’improvviso sboccia una irresistibile idea di pace: La Tregua di Natale di Ypres. La pace nasce a Ypres, proprio dove vi è stata guerra, e l’evento storico della tregua di Natale, simbolo di fratellanza fra gli uomini, si unisce in perfetta simbiosi al nome della cittadina belga, rischiarando con luce fervida le lugubri tenebre delle evocazioni della storia. E da tale idea centrale si è sviluppato il mio libro, al quale ho cercato di imprimere – quanto più possibile – una coerenza storica e una precisa scansione cronologica degli avvenimenti. Nella redazione dell’opera, ho utilizzato una sorta di narrazione intercalata: le testimonianze dei soldati dal fronte, che costituiscono l’ossatura “storica” del lavoro, vengono inframmezzate dagli interventi della voce narrante, incaricata di commentare in chiave metaforica le intime sensazioni dei protagonisti dell’avvenimento. E così, ad esempio, la tremula luce delle candele apposte dai soldati tedeschi sugli alberelli innalzati sopra le trincee in quella famosa notte belga del 24 dicembre 1914, confonde e stordisce a tal punto i militari inglesi, da portare la voce narrante a compiere una rapida incursione nel mito di Fata Morgana, la creatura sovrannaturale degli ingannevoli miraggi. Gli sguardi dei soldati si incrociano dubbiosi e si interrogano sulla natura di quelle deboli e tremolanti luci in lontananza, fino a quando non interviene il commentatore “esterno” a dare voce alle paure recondite dei militari: “quello sfarfallìo luminescente nella gelida notte del Belgio, quel lento brillìo di fiammelle, che tanta pace e serenità infondono, null’altro sono che un beffardo incantesimo ordito da Fata Morgana! Una ingannevole illusione che riverbera il chiarore fievole del tepore di case lontane; di baci e abbracci timidamente accennati da mamme affettuose; di sereni e languidi sorrisi di giovani fidanzate innamorate; di bambini che giocano spensierati, in quelle placide ore di quiete familiare. Un quadro armonioso di una pace remota, che prende illusoria forma agli occhi di anime in dolorosa pena”. Ed ancora, emerge dalle lettere che “dalle trincee di fronte veniva il suono dei canti e degli auguri, e si udivano le voci gutturali dei tedeschi che gridavano: Buon Natale a voi, inglesi!”. Le voci benauguranti dei militari tedeschi, in quella magica notte di Natale, si rincorsero sovrapponendosi, fino a creare un coro melodiosamente assonante. I soldati inglesi rimasero fermi, immobili: temevano un tranello e non credevano che quelle voci augurali, tutte provenienti dalle trincee nemiche, potessero essere totalmente disinteressate. Ed ecco intervenire nuovamente la voce narrante a dare espressione metaforica, attraverso la suggestione del mito di Ulisse e dell’incontro di questi con le Sirene, ai timori dei militari: quel coro di voci suadenti provenienti dallo schieramento nemico, che invitano i soldati inglesi a balzare fuori dalla trincea amica per incontrare in pace gli avversari nel desolato pianoro della terra di nessuno, “sono solo canti delle Sirene”,… “soltanto delle ingannevoli lusinghe, scagliate come un’arma dalla contrapposta postazione, per irretire nella trama della morte i soldati inglesi”. “La terra di nessuno” – conclude la voce narrante – “come luogo di oblio e di abbandono: uscire allo scoperto, fidarsi dei suggestionanti richiami, per poi ritrovarsi a giacere per sempre, come i poveri marinai ammaliati dalle Sirene, in una terra straniera e desolata, mestamente trasformati in innominati cumuli di ossa e a stento riconoscibili da un misero lembo di divisa sdrucito”. Alla fine, però, i timori e le paure si dissipano: i soldati degli opposti schieramenti si incontrano finalmente nella desolata landa tra le opposte trincee, in un clima onirico di surreale riappacificazione. E, a questo punto, la terra di nessuno diventa, per la voce narrante,” metafora di un luogo fisico e mentale dove si abbandonano radici e sicurezze, ed in cui ci si priva anche di pregiudizi e certezze”. Prima di incontrarsi, infatti, i soldati vedevano muoversi, attraverso la coltre spessa di filo spinato, masse indistinte di uomini, caratterizzate con acritici luoghi comuni e stereotipi. Ma, una volta usciti allo scoperto, “i soldati, stringendosi la mano gli uni con gli altri nella terra di nessuno, entrano in contatto con persone in carne ed ossa, e scoprono di essere, amici e nemici, tutti banalmente simili. Dall’altro lato della barricata, non vi è più un terrificante coacervo di mostri cattivi, ma semplici individui: il cameriere tedesco che aveva lavorato all’Hotel Cecil di Londra, il militare la cui moglie viveva a Piccadilly, il tassista che guidava il taxi a Fulham, sono esseri troppo vicini al soldato britannico perché possano essere considerati davvero nemici”. La vicenda storica, quindi, al termine del racconto finisce per attualizzarsi, attraverso un celato rimando al clima di intolleranza razziale e religiosa oggigiorno, purtroppo, dominante. Il libro ripercorre le fasi emozionanti della tregua natalizia in un lento viaggio metaforico fra la storia, il mito e l’irrealtà del sogno. Ed è un cammino affascinante lungo gli insondabili sentieri della memoria: grazie alle numerose digressioni puntellate da centinaia di collegamenti ipertestuali (anche nella versione cartacea, la goWare ha inserito alcuni codici QR che consentono l’apertura degli ipertesti), il racconto compie continui riferimenti alla musica, al cinema, allo sport e alla letteratura del ‘900, finendo per toccare temi importanti della storia moderna (quali la lotta delle donne per il diritto al voto e il movimento pacifista). A breve il mio libro sarà pubblicato anche sulla piattaforma Audible nel formato di audiolibro. Audible è produttore e distributore leader di audiobook digitali e contenuti audio parlati. Società appartenente ad Amazon, Audible dal 10 maggio 2016 è presente anche nel catalogo del colosso americano dell’e-commerce, grazie a una integrazione con cui i clienti Amazon possono accedere, oltre che all’acquisto di un libro e di un ebook, anche alla versione audiobook del titolo selezionato, eseguita da un narratore professionista. goWare nel mese di marzo del 2017 mi ha invitato ad usufruire della nuova modalità di pubblicazione in audiobook, e successivamente una compagnia teatrale di Lamezia Terme, i Vacantusi, ha inserito la realizzazione dell’audiolibro nella sua programmazione e in un progetto di partecipazione a un bando regionale per eventi culturali, classificandosi in posizione utile per ottenere il relativo finanziamento.

 Cataldo Bevacqua è  nato a Lecce il 5 febbraio del 1968. Vive in Calabria dove esercita la professione di avvocato. La Tregua di Natale di Ypres è il suo libro di esordio.

Lascia un commento