Irvin D. Yalom, Le lacrime di Nietzsche, Neri Pozza editore – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Il secondo giovedì di Letto, riletto, recensito! con la rubrica “Le recensioni in LIBRIrtà” curata da Domenica Blanda, ci apre alla filosofia lacrimosa di F. Nietzsche,  nel romanzo si Irvin D. Yalom.

È un romanzo, ma i personaggi principali sono veramente esistiti. L’autore nelle ultime pagine del testo sostiene che i due personaggi principali non si sono in realtà mai incontrati, ma alcuni ipotizzano che può essere successo Sì sa per certo, da carteggi e documenti risalenti al 1882 , è che i periodi durante i quali i due personaggi si trovavano negli stessi luoghi coincidono.
Siamo nel 1882 Breuer, geniale ed affermato medico viennese, a 40 anni è all’apice della carriera, medico personale di personaggi famosi. Un giorno di ottobre è al Caffè Sorrento a Venezia in compagnia di una giovane donna, di inusuale bellezza, che non conosce. Inviata a lui da un amico comune (Wagner ) che l’ha convocato nel caffè veneziano per una ” questione di estrema urgenza ” in cui ne andrebbe addirittura del “futuro della filosofia tedesca “.
La donna è Lou Salome’, gli dice di temere per la vita di un suo caro amico :Friedrich Nietzsche , che sarebbe in preda ad una profonda prostrazione. Uno stato che si manifesta con una moltitudine impressionante di sintomi :forti emicranie, parziale cecità, insonnia, febbri, anoressia, gesti autolesionisti. Gli racconta anche che hanno avuto un rapporto particolare.
È stato visitato, senza risultato, da molti dei più illustri medici dell’epoca.
Breuer è titubante, ancor più quando la donna afferma che Nietzsche è molto restio a curarsi a causa di un carattere chiuso e diffidente.
Per fargli conoscere meglio l’amico gli lascia due libri scritti da lui (La gaia scienza e Umano troppo umano, non ancora conosciuti )
pregandolo di non riferire al filosofo della sua interferenza e tantomeno di avere copia dei suoi libri.
In quel periodo, Sigmund Freud, amico di Breuer, si stava specializzando in medicina ed aveva già parlato di un mondo interiore che condiziona l’agire umano, ed è con lui che il medico si confronta.
“Per la disperazione non vi è medicina “afferma Breuer, ma poi accetta di visitare questo paziente così difficile.
Lui ha già esperienza della “cura attraverso le parole ” aveva trattato per tanto tempo, una paziente , seguita poi da Freud, (famosa come il caso di Anna O )
Così i due si incontrano a Vienna, dove Breuer risiede, mentre il filosofo era lì di passaggio. Fin da subito F N , si mostra scettico e restio alla proposta del medico di ricoverarlo, gratuitamente, nella sua clinica, per studiare bene i sintomi ed impostare la cura.
Il rapporto non è semplice, il filosofo a sua volta lascia al medico i suoi due libri da leggere, per far conoscere meglio il suo pensiero.
Lentamente la relazione prende forma, Breuer intuisce che Nietzsche non si lascerebbe mai coinvolgere in una cura percepita come sottomissione o diminuzione della sua potenza, convinto com’è che i rapporti interpersonali siano governati da agonismo e competizione. Breuer ha un’idea rivoluzionaria, propone al paziente un rapporto paritario :lui curerà le emicranie ed i problemi del filosofo e l’altro ascolterà le ansie e le preoccupazioni del medico, inquadrandole con suggerimenti filosofici o pedagogici.
…”devo convincerlo che mi sta aiutando e intanto invertire in maniera impercettibile i ruoli fino a far ridiventare lui il paziente e tornare ad essere io il medico ”
L’autore sviluppa nel romanzo in modo brillante questo “patto , è ironico quando si scopre che i due tengono un diario di ogni incontro nel quale si mette in discussione l’altro, ma facendo finta di dargli credito.
Sembra che sia Nietzsche che alla fine rivoluziona il modo di pensare del medico e lo mette in crisi.
È interessante quello che succede, con colpi di scena inaspettati.
Ma Nietzsche finalmente, riuscirà a comunicare il suo dolore e forse, a sentire un minimo di fiducia per un altro essere umano.
Le sue debolezze, i suoi amori o meglio il suo amore, che tanta importanza ha avuto nella sua vita la Salome’.
Allo scrittore va riconosciuta la capacità di restituire al grande filosofo parti umane e la fragilità, tipica di menti eccelse.
Scrittura ricca di tanti spunti ,che fa riflettere sulla specificità della relazione terapeutica.
È un libro che richiede un po di concentrazione, non è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ma è una lettura interessante.

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