I punti di vista – Il venerdì di Francesco Das Atmananda

Due passerotti se ne stavano beatamente a prendere il fresco sulla stessa pianta, che era un salice. Uno si era appollaiato sulla cima del salice, l’altro in basso su una biforcazione dei rami. Dopo un po’, il passerotto che stava in alto, tanto per rompere il ghiaccio, dopo la siesta disse:
“Oh, come sono belle queste foglie verdi!”
Il passerotto che stava in basso la prese come una provocazione.
Gli rispose in modo seccato:

 

“Ma sei cieco? Non vedi che sono bianche!
E quello di sopra, indispettito:
“Tu sei cieco! Sono verdi!”
E l’altro dal basso con il becco in su:
“Ci scommetto le piume della coda che sono bianche.
Tu non capisci nulla! Sei matto!”
Il passerotto della cima si sentì bollire il sangue e senza pensarci due volte si precipitò sul suo avversario per dargli una lezione.
L’altro non si mosse.
Quando furono vicini, uno di fronte all’altro, con le piume del collo arruffate per l’ira, prima di cominciare il duello ebbero la lealtà di guardare nella stessa direzione, verso l’alto.
Il passerotto che veniva dall’alto emise un “oh” di meraviglia:
“Guarda un po’ che sono bianche!”
Disse però al suo amico:
“Prova un po’ a venire lassù dove stavo prima!”
Volarono sul più alto ramo del salice e questa volta dissero in coro:
“Guarda un pò… sono verdi.”

Considerazioni personali:
Eh si, le cose possono cambiare, dipende dai punti di vista.
Molto spesso diciamo la stessa cosa del nostro interlocutore ma con visioni diverse.
Ed ecco che per la personalità tutto sembra provocatorio… e poi la chiusura provoca litigi e disarmonie, disaccordi e dualismi, figli sterili di visioni limitate.
Noi tutti guardiamo la Verità da punti di vista differenti, che variano secondo la nostra nascita, la nostra istruzione, il nostro ambiente. Noi tutti dovremmo Iniziare un processo di trasformazione per arrivare ad accettare punti di vista diversi dai nostri, abbandonando la convinzione di essere nel giusto riconoscendo i limiti della propria visione del mondo.

La Verità è nascosta sotto apparenze spesso ingannevoli : per trovarla non si tratta di aggiungere delle verità parziali a ciò che crediamo già di sapere attraverso la scienza, la religione, l’esperienza quotidiana, ma di sollevare il velo ed avere l’umiltà di riconoscere visioni differenti.

Platone, ha illustrato queste idee nel famoso Mito della Caverna:

“Gli uomini sono paragonati a dei prigionieri incatenati in una caverna, con il volto girato verso una parete animata da uno spettacolo di ombre cinesi proiettate (all’insaputa dei prigionieri) da personaggi che sfilano davanti a un fuoco, all’entrata dei sotterranei. Per questi uomini, la visione del mondo è limitata a quelle immagini familiari che traducono in modo deformato la realtà che essi non sospettano nemmeno. Ignorano del tutto l’esterno della caverna e il sole che vi brilla. Se potessero cambiare radicalmente ottica per scorgere le altre dimensioni del mondo, comincerebbero a capire la loro situazione, e cercherebbero di liberarsi e di liberare i loro compagni di cattività.”

E così accade alla maggioranza degli esseri umani. Persi dietro le loro illusioni esteriori, perdono il vero senso degli accadimenti della vita, gli insegnamenti in essi contenuti e le possibilità di una crescita interiore…ed il teatrino poi abbassa il sipario…ed un’altra opera è finita, senza applausi.

Un abbraccio di Luce e Pace, buon fine settimana per tutti, con Amore Francesco das Atmananda (G.B.)

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