Guido Guerrera, Io e Ernest, Minerva Edizioni – Le recensioni in LIBRIrtà

 Col nuovo anno, il blog si arricchisce, mantenendo rubriche tra le più visitate e più rigorose. Le recensioni in LIBRIrtà, è la rubrica più seguita e a tal proposito non posso che rinforzare, ringraziandola, Domenica Blanda che o legge per intero un libro, o da un consiglio, o lima, controlla e verifica altre recensioni, sta di fatto che veniamo spesso nominati da altri blogger per il nostro blog e per la nostra rubrica. Oggi è la volta di una eccellenza della scrittura e del giornalismo, l’appena uscito per Minerva edizioni “Io e Ernest” di Guido Guerrera… per voi, per tutti. Buona lettura.
Bellissimo e struggente questo romanzo che racconta l’amicizia particolare tra Fernanda Pivano ed Hemingway , di cui è stata la fedele traduttrice dei suoi romanzi in italiano.Lei è l’io narrante del romanzo.Era molto giovane quando ha conosciuto il famoso scrittore a Cortina ed è bastato un abbraccio forte di lui per far scattare quella scintilla che ha fatto scaturire un rapporto tanto forte e tanto “unico “ tra i due. Un grande amore mai consumato, lei,pur ammettendo l’amore che provava per lui non voleva compromettere il rapporto con la moglie che conosceva bene. È stata una vita sfrenata quella dello scrittore, tante passioni, le donne in primis, la scrittura, la caccia,le corride e l’alcool che scorreva e scolava a fiumi.Nanda, (così la chiamava) è stata subito coinvolta in pieno nella vita di Papa ( così lo chiamava lei). Nei diversi viaggi a Venezia e a Cuba, lei entra sempre più nella vita di lui, conosce i suoi amici le sue donne,sempre con un posto d’onore, lui stravede per questa bella italiana ,è la sua confidente d’eccezione,nonostante a volte lei preferirebbe non sapere. C’è complicità emotiva, comuni interessi letterari e condivisione di tempo, tra gli amici di lui,a casa sua con la moglie con cui Nanda ha instaurato un buon rapporto. Scopriamo in questo libro la vera natura di questo grande uomo, in tutti i sensi,con le sue fragilità, il suo carattere che tanto era dolce e accomodante a volte, tanto si trasformava in un caratteraccio a volte per un nonnulla. Con lei è sempre stato amabile. La sua vita di scrittore ha attraversato momenti bui, i critici lo bandivano definendolo un alcolizzato,e di questo ha sofferto molto, ma non per questo ha mai perso i suoi amici fidati, persone di ambienti altolocati ed affezionati a lui. Nanda,quando era con lui,era in mezzo a loro,sempre come un’appendice del Papa. Ogni volta che si separavano per lei era un grande dolore, che accettava perché così aveva scelto . Ed è a lei che racconta , i particolari della sua vita ,quelli di cui si vergogna anche un po’, ma che lo definiscono per quello che veramente era. Da lei accetta critiche e rimproveri, perché il loro rapporto è così schietto e sincero. Ed invecchiando le lascia i suoi pensieri più intimi,dell’uomo che si è sentito potente ed amato, con le sue mille contraddizioni,ma che ha sempre combattuto con la paura della “puta “ (la morte) , in questa vita che è di lei una lunga attesa. A Cuba avviene questo momento di nostalgia, di memorie di dolore e tristezza. Insieme alla’ ultima moglie Mary, è stato vittima di un incidente durante una traversata in volo, era devastato nel fisico e nell’anima. Da questo incidente non si riprenderà più . Nanda è davanti alla sua lapide,straziata , a parlare con Papa, a pregare per tutte le tre sere che è rimasta lì, per l’ultima volta.”Ecco la lapide che avevo tanto desiderato vedere,che avevo desiderato tanto non dovesse mai esistere “.

Autore: Guido Guerrera
Titolo: Io e Ernest. Pivano e Hemingway sul filo di un amore.
Editore: Minerva
Prezzo: € 12,00
Pagg.:   125
Voto: 9

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