Estate Gravinese, parla il Sindaco Domenico “Mimmo” Rapisarda (Digressione 66)

gravinaIn una calda giornata di agosto siciliana, trovando uno spazio tra i mille impegni che solo un primo cittadino può avere, il Sindaco di Gravina di Catania Domenico Rapisarda, ridente cittadina che dista poco meno di 6 km da Catania, ci riceve puntualissimo nel suo ufficio. Ciò che ci ha spinto a chiedere un incontro colloquiale è la forte e amplificata voce , che negli anni, ha portato Gravina di Catania ad essere definita come una “isoletta felice” e dove l’amministrazione pubblica non lascia nulla al caso. Il primo cittadino gravinese si è sottoposto piacevolmente alle domande postegli.

Intervistatore (I): In tempi di crisi, da un decennio circa, pochi sono i territori che riescono a garantire il benessere tout court al cittadino, dal sostegno per le fasce più deboli, ad una sequela di attività culturali e artistiche sempre in progress. Sindaco, ma come fate? Siete tra i pochissimi comuni italiani che garantiscono la precisione e la bellezza del sogno di continuare a vivere sapendo di avere alle spalle una amministrazione valida.

Sindaco (S): Non nascondo una grande fatica nel riuscire a mantenere le risorse da destinare dove è giusto che sia, ma è grazie a funzionari di qualità, che ringrazio costantemente che Gravina galoppa sempre l’onda del successo.

I: ….ma quali le strategie?

S: La crisi economica, ciclicamente si ripresenta, anche se quest’ultima resiste da troppo tempo, ma io non voglio che la crisi della coscienza si impadronisca delle pensiero collettivo. E’ attraverso l’arte che si mantiene una coscienza d’animus, ripresa e risvegliata, ed è proprio questa che può spingere a far risollevare quando si è in un gradino di paura e di terrore, così come la mancanza di fondi per vivere impone.

I: Quindi detta alla Schopenhauer, l’arte è l’unico elemento che può salvarci?

S: Assolutamente. Gravina, grazie ad un rete di collaboratori locali, si permette la bellezza di affermarsi nella musica classica e nel jazz. Nomi del calibro di Francesco Cafiso, Carlo Muratori, Francesco Bosso, il Maestro Stjepko Gut, e tanti altri, hanno suonato nel nostro territorio, esclusivamente con ingresso gratuito per tutta la comunità gravinese e per tutti gli appassionati di e non Gravina. Non è poco. Lo sforzo e il sacrificio è notevole, ma fatto con amore e passione.

I: E’ ferrato di jazz…

S: Non solo! Col jazz, l’aprile scorso abbiamo realizzato l’International Jazz Day proprio nel nostro territorio. Momento memorabile. Portare per due giorni l’intellighenzia jazz nel nostro teatro, grazie a chi si occupa di Jazz, il qui presente m.stro Petralia, ha dato una forte scossa musicale di genere. Il jazz a Gravina è di casa. Le dirò di più, è proprio dal’International Jazz Day e dall’ottimo lavoro svolto dal suo curatore, che la voglia di avere nel programma di quest’estate almeno due incontri diretti dal Petralia che mi hanno spinto a ricontattarlo… il risultato è palesemente eccellente, Daniela Spalletta, Lugi Pulvirenti, Rosalba Bentivoglio, Alessandro Presti, Angelo Scandurra, Angelo di Leonforte, Salvo Beffumo il TRITON JAZZ TRIO…. insomma….

I: Nomi di illustri scrittori e poeti pure…

S: L’accoppiata letteratura/jazz è la migliore che possa esservi. Rinomati scrittori che noi avremo il piacere di ospitare per aprire i due concerti del 28 agosto e del 4 settembre…

I: … ma non si è fermato a questo…

S: per nulla… altra cultura, altra arte, altro incoraggiamento e respiro all’anima. Con Insulae, doppia data diretta e progettata da Carlo Muratori, che non è alla prima edizione, il 26 avremo Peppe Voltarelli che canterà Profazio e i Malanova sempre live e poi il 27 l’omaggio di Carlo (muratori n.d.r.) al grande Fabrizio De Andrè.

 

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Redazione

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