ESCLUSIVA! Nicola Vacca a poche ore dall’uscita del suo “Lettere a Cioran” si racconta!

Di professione critico letterario, Nicola Vacca, ama leggere, scrivere, il cinema e la musica… e così ci accoglie:

Lettere a Cioran è un cammino nel pensiero di uno dei più controversi scrittori del Novecento. Con questo libro ho voluto rendergli omaggio ma soprattutto nei diciotto capitoli che lo compongono ho voluto, come giustamente osserva Mattia Luigi Pozzi nella prefazione, dire quello che Cioran significa per me: una bussola nel mare aperto delle parole.
Perché Cioran è un autore presente, e nella sua presenza contro (o nonostante) il  tempo storico sta la sua scandalosa inattualità. Vivo al suo fianco da ben 37 anni, da quando lo incontrai casualmente esposto, per la prima volta, nella vetrina della libreria del mio paese natale. Squartamento fu una vera rivelazione: come scrivo nel libro, “mi accorsi subito che Cioran era un pensatore dinamitardo, che non aveva paura di usare le parole e di chiamare le cose con il loro nome”.  Il rigore dei suoi ragionamenti, innestato nel tessuto di frammenti lucidi e netti, lo rende inavvicinabile a modelli o a scuole di pensiero. È  un libro motivato dall’amore incondizionato per le sue parole dissacranti, pronunciate da uno scrittore antimoderno, estremo fino al limite del coraggio,  vitale nella sua irrimediabile immanenza. Diciotto raffigurazioni, composte senza la presunzione di esaurire l’autore in una dialettica onnicomprensiva, guidate dal demone della ricerca, perché «nella vita la cosa più terribile è non cercare più». Scrivere a Cioran significa aprirsi alla domanda fondamentale su se stessi, sull’abisso inafferrabile delle nostre gioie e dei nostri fallimenti”.

Entusiasta sino al midollo, l’intellettuale pugliese Nicola Vacca, che ci ha aperto e dato disponibilità di parlare del suo nuovo saggio Lettere a Cioran, che sarà pubblicato tra qualche ora per i tipi di Galaad edizioni, al primo scambio di battute ci ha subito raccontato l’emozione di quarant’anni di studi, ricerca, passione e interesse per il filosofo franco-romeno Emil Cioran. Gli ho chiesto con molta delicatezza, se potevo intervistarlo e credetemi che non è facile, perché anche io sono un cioraniano convinto e ho scritto due libri dedicati al nostro. In un periodo che il mondo culturale sta sempre più scoprendo questo straordinario autore, tenuto a distanza nelle scuole, è un piacere aver dialogato con Nicola e aver ottenuto alcune risposte, che sempre più hanno alimentato la voglia di aver presto tra le mani il volume. Sono le ore 17:45, Per le 19 sarà nelle librerie italiane?

SMF: Ciao Nicola grazie per aver accolto il nostro invito, attendavamo da molto l’uscita del tuo lavoro   su Emil Cioran e finalmente abbiamo visto qualche copia in giro che anticipa l’uscita ufficiale. Cosa affronti principalmente nel tuo nuovo libro?

NV:Lettere a Cioran è un viaggio composto da diciotto capitoli che germinano sul tronco delle missive spedite a Emil Cioran. Uno scrittore che come pochi altri rappresenta una sfida inesausta alla razionalità delle nostre certezze, un’inquietudine letteraria che si materializza come veleno sulla pagina, uno squarcio sull’inconveniente che chiamiamo vita. Ogni capitolo ha un titolo evocativo, “lo scetticismo è un atto politico”, “cadute e eresie”, “pensieri strangolati, dubbi e squartamento”, “la storia si è suicidata nell’utopia”, ogni passaggio è un taglio inferto a ciò che sappiamo o non sappiamo di Cioran, perché la conoscenza non è mai una visione statica di un’impalcatura concettuale, è piuttosto una ferita nella carne, è sangue che non si rapprende, è visione intollerabile di un bagliore di verità nel flusso del dolore.

SMF: Emil Cioran è stato spesso emarginato dall’accademia, anche troppo, molti esponenti della passione lirista e filosofica, lo hanno fatto notare, ma le università sembrano dormienti, ma non solo, anche il sistema scolastico nostro, può averci a che fare il suo appartenere xenofobo nei primi anni della sua giovinezza a difesa della sua Patria?

NV: Cioran era antiaccademico, ma soprattutto lo era il suo pensiero, sorvolerei sulla questione politica, che trovo irrilevante ai fini della valutazione del peso del suo pensiero nella cultura del secolo scorso. Emil Cioran è stato uno squartatore del proprio tempo, uno straordinario inattuale che non poteva non porsi fuori da ogni accademia e scuola.

SMF: Quanto ha influenzato tutto la tua opera Emil Cioran? E quando ne sei venuto a conoscenza?

NV: Devo ogni cosa della mia attività di scrittore a Cioran. Il suo pensiero ha influenzato in maniera assoluta la mia scrittura ma soprattutto il mio modo di pormi di fronte alle parole: “Tutto ciò che non è diretto è nullo” scrive Cioran. Questa sua affermazione mi ha insegnato a non nascondermi mai dietro alle parole e soprattutto a pormi senza maschera davanti a quello che dico e scrivo.

SMF: A novembre prossimo, vi sarà un gran convegno su Emil Cioran a Napoli, organizzato da Antonio Di Gennaro, è vero che il fenomeno Cioran è molto cresciuto, da poco uscito il nuovo lavoro di Di Gennaro e anche un inedito tradotto da Adelphi, oltre alla Regressione Suicida che mi riguarda personalmente. Cosa succede agli studiosi e intellettuali e pensatori? Sembra che tutto si stia riversando verso la fovorelezza romena, che in filosofia e cultura prende il nome di Cioran… ma mi chiedo oltre, può essere pericoloso Emil Cioran? Fin dei conti, con i suoi concetti e la raffinatezza dello scrivere coinvolge e assorbe anche i più scettici e anche gli addetti NON ai lavori.

NV: Cioran è pericoloso per chi non concepisce il pensiero come dinamite.La scrittura urticante di Emil Cioran è profetica e veggente ma soprattutto fa saltare spesso il banco del politicamente corretto.Cioran è pericoloso per i benpensanti e per tutti coloro che non amano mai dire quello che pensano.

Nel mio libro questo lo metto in evidenza quando scrivo che «Ho sempre avuto un debole per gli scrittori estremi, e l’autore che anima questo libro appartiene senza dubbio alla categoria. Mi ha sempre affascinato il coraggio di scrivere ciò che tutti pensano ma si vergognano di esternare per vigliaccheria, conformismo o ipocrisia. Era perciò fatale che mi innamorassi di Cioran, della sua scrittura capace di stanare sulle pagine la codardia degli esseri umani, la loro abitudine a nascondersi dietro le parole».

Cioran è pericoloso per chi ha paura di confrontarsi con la sua radicale sincerità.

SMF: Il tempo trascorso da quando, si vociferava che Nicola Vacca doveva uscire con un nuovo strepitoso libro su Cioran, ha determinato una attesa molto lunga: è da associare e addebitare alla peculiarità della ricerca che hai svolto?

NV: Studio Emil Cioran da 37 anni. Lo leggo, lo rileggo da molto tempo pensando di scrivere un libro su di lui. Adesso è arrivato e io sono davvero contento perché quello che troverete nel mio saggio è prima di tutto il mio Cioran, amato e studiato in tutti questi anni di frequentazione del suo pensiero. Una frequentazione che durerà per tutta la vita.

Ho ringraziando Nicola, per la possibilità di essere tra i primi ad avere una intervista pre uscita e ribadisco, che non sto nella pelle. Lo attendo domani o dopodomani in libreria.

Info su Nicola Vacca.

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È  scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali  di quotidiani e riviste.

Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. Ha  pubblicato: Nel bene e nel male (Schena,1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004),  Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008) Esperienza  degli affanni (Edizioni il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010),  Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio, 2011), Mattanza dell’incanto  ( prefazione di Gian Ruggero Manzoni Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (Galaad edizioni 2014) Luce nera (Marco Saya edizioni 2015, Premio Camaiore 2016), Vite colme di versi (Galaad edizioni 2016), Commedia Ubriaca (Marco Saya 2017), Lettere a Cioran (Galaad edizioni 2017).

Nicola Vacca,  Lettere a Cioran,  Galaad edizioni, pgg. 104, € 10,00.

Salvatore Massimo Fazio, 19.10.2017

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