ESCLUSIVA! Mariano Sabatini a LRR!, nel giorno di uscita del suo nuovo romanzo per Salani Editore!

Romano, classe 71, geniale e genio. A 20 anni circa ‘vola su un tappeto’, frattanto è in radio, in tv, nelle testate giornalistiche di mezzo paese. Col suo romanzo d’esordio, L’inganno dell’ippocastano, vinse il premio Flaiano.

Oggi 25.01.2018 esce il suo secondo romanzo, Primo venne Caino, Salani editore.
Per Letto, riletto, recensito!, il direttore Salvatore Massimo Fazio, intervista Mariano Sabatini.

1. Ciao Mariano, grazie per averci accolto, iniziamo. Giovanissimo, sei tra i più quotati autori di programmi e talk show come Tappeto volante, con il grande Luciano Rispoli, frattanto scrivi e pure bene, di inchiesta e di indagine, tra tutti l’esordio a quattro mani con Oriana Maerini, per le Edizioni scientifiche italiane, dove un’intervista al maestro Monicelli diventa un libro per intenditori, ricercatori ma anche per il grande pubblico. Seguiranno altri importanti libri e anche raccolte (ricordiamo Vi racconto Montalbano, dove appari con un capitolo) prima di approdare al romanzo tout-court, L’inganno dell’ippocastano, pubblicato per Salani editore. Puoi dirci cosa ti ha spinto alla necessità di lanciarti verso il noir-poliziottesco?

Ciao Massimo, preciso, non poliziottesco… che ricorda i film con Merli o Milian. L’inganno dell’ippocastano è stato definito un noir o anche un giallo classico. Non saprei dirti, io ho scritto una storia, partendo come sempre dai personaggi. Viola Ornaghi, una donna fragile ma non debole, che si trova ad una svolta della sua vita e deve prendere delle decisioni. Con lei si palesa il collega e amico, ma solo amico?, Leo Malinverno… un giornalista sfrontato, impavido, abituato alle inchieste scomode. Insieme devono scoprire chi ha ucciso Ascanio Restelli, candidato sindaco di Roma, un vero talento del male, capace di ogni genere di nefandezze. Sai, io sono sempre stato un lettore accanito, onnivoro, ma la narrativa di genere mi ha sempre appassionato. Preferisco i romanzi in grado di irretire il lettore, di flirtare con lui, di sedurlo… forse per questo ho scelto questo genere. Non escludo in futuro di cambiare ancora.

2. Hai scritto per diverse testate, da quotidiani come Il Tempo a settimanali di gossip come Novella 2000, a riviste specialistiche e di settore come Il mucchio selvaggio, a settimanali di ricerca palinsesti come il Radiocorriere. Chiederei a Leo Malinverno, il tuo investigatore creato dal nulla che ha preso molti lettori: ma chi è questo camaleontico Mariano Sabatini? Che dono, e quando dorme, ha che si trova ovunque?

Il mio padre letterario è un collega del tutto diverso da me, un giornalista più salottiero, ma come me poco incline ai compromessi. In questo, forse, lui vive più pericolosamente di me. Deve schivare maggiori insidie, o almeno diverse. Quelle che io non saprei né individuare né schivare. Io passo la vita a rifiutare gli inviti in tv, lui li accetta tutti o quasi. Non è ovunque, ma deve darsi da fare, non avendo santi in paradiso. Però dorme, gli piace, gli è necessario, e dormendo sogna nuove storie. Di lui apprezzo la assoluta mancanza di snobismo, trova il bello in ogni situazione professionale e sa passare dalla carta stampata al web, dalla tv alla radio, dai libri di carattere giornalistico alla narrativa. Non è da tutti, credo.

3. Già, anche la radio vede la tua presenza da fine anni ’90 ad oggi, in maniera massiccia e convinta, con risultati e programmi di rilievo: come hai fatto a coniugare i diversi canali di media dove lavorare con un lucidità che rasenta la cristallizzazione e lucidità del pensiero?

In maniera massiccia no, ma direi inesorabile. Non ho fatto differenza tra emittenza locale e nazionale. Sono andato dove ho potuto esprimermi liberamente e dove la mia professionalità era apprezzata, nel senso anche etimologico di “pagata”. Il comune denominatore è stata la parola, scritta o parlata non fa differenza, fin da quando mi sono invaghito intellettualmente del mio maestro, Luciano Rispoli. Negli anni Ottanta seguivo il suo programma sulla lingua italiana, Parola mia su Rai1, e nel 2002 ho collaborato alla riedizione su Rai3 scrivendone i testi. Una bella soddisfazione. Quando Rispoli ha smesso di fare programmi, ho smesso anche io. Ho iniziato a scrivere di tv su Metro, ora ne parlo ogni settimana su InBlu Radio, nella mia trasmissione Atuxtv.

4. Una domanda, forse fuori luogo: perché per il nuovo romanzo è stata scelta la data del mio 44′ genetliaco? Io che sono tuo fan e che oltre a curare un blog, qualche mio paziente in studio per disagi psicogeni, e a scrivere di filosofia, che quando vendo 500 libri già l’editore è felice, mi sento quasi omaggiato da sua maestà il caso: Mariano Sabatini esce col nuovo romanzo proprio il giorno che invecchio: credi al caso? O tutto è scritto?

Complimenti per la botta di egotismo! Battute a parte, devi ringraziare Salani. La data di uscita di un romanzo è decisa dall’editore, io avrei voluto che uscisse molto prima. Forse loro volevano omaggiarti, oppure sapevano che ti saresti commosso e avresti voluto intervistarmi… caso? Destino? Credo alle coincidenze, devo rassegnarmi ad esse, anche se per natura vorrei controllare tutto. Decidere a tavolino e vivere sereno. 

5. Puoi farci per i nostri lettori, una sinossi estemporanea e immediata del tuo nuovo Primo venne Caino?

Stavolta Malinverno deve inseguire un temibile serial killer, che uccide persone tatuate e ne asporta lembi di pelle. Prima dovrà comprendere cosa porta le persone a istoriarsi la pelle, cosa significa, lo farà con l’aiuto di un antropologo, studioso della materia. Al solito la storia è un pretesto per indagare la società, la psicologia, il lato oscuro dei personaggi. Compreso quello del protagonista, innamorato di una ventenne eppure desideroso di liberarsene. 

6. Mariano, perché la filosofia, tranne se sei Fusaro che ha lavorato per Bompiani giovanissimo e studiato  al San Raffaele, oltre ad essere molto preparato, non ti permette la visibilità del romanzo?

Le persone vogliono essere intrattenute, vogliono evasione, cercano storie in grado di portarle via dalla banalità del quotidiano… Da quando scrivo romanzi mi sento amatissimo, mi viene riversata addosso una gratitudine incredibile. È una sensazione inebriante, irrinunciabile. Se il romanzo è buono, poi, la gratitudine diventa quasi venerazione,e se vende tantissimo trasforma l’autore in una star. È il caso di Camilleri, De Giovanni, Carofiglio… non è il mio caso, purtroppo. Non ancora,almeno.

7. Tra i tuoi thriller e l’evasione che può dar la lettura di un romanzo, qual è il punto di limite al fine che non ci si annoi col genere triller-noir-polizziotesco?

Il limite è la ricerca di novità. Il genere è superaffollato di commissari, marescialli, detective, investigatori privati… io ho cercato di spostare il focus sul versante giornalistico. I miei sono thriller giornalistici. Forse per questo ho avuto l’attenzione dei lettori e addirittura due premi, il Flaiano e il Romiti.

8. Marzullianamente: fatti una domanda e attendi che risponda io.

Sabatini, ma chi ti credi di essere?

Il geniale personaggio che sei, e mi piace insistere col polizziottesco. Grazie Mariano.

Un commento su “ESCLUSIVA! Mariano Sabatini a LRR!, nel giorno di uscita del suo nuovo romanzo per Salani Editore!”

  1. Sicuramente intetessante spostare il focus del noir sul versante giornalistico. Ora lo leggerò e poi potrò commentare

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