Amos Oz, La scatola nera , Feltrinelli editore – Le recensioni in LIBRIrtà di Domenica Blanda

Traduzione dall’ebraico di Elena Loewenthal, per chi la conosce è già indice positivo.

La struttura del libro è quella di un epistolario. Ileana, dopo sette anni da un difficile divorzio con Alec, gli scrive per chiedere aiuto nella gestione del loro figlio, Boaz, adolescente irrequieto e problematico. Alec ha disconosciuto il figlio, per fare un dispetto alla moglie ( si scoprirà nella loro corrispondenza i motivi per cui lei non ha fatto resisteza : paradossalmente simili) Lui si è trasferito in America, famoso studioso di fanatismo religioso, lei s è è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. Tutti i personaggi, (proprio tutti) non si confrontano nel racconto, lo fanno a distanza, scrivendosi lettere. Le lettere degli ex coniugi sono ricche e appassionate ,ma non di minore interesse tutte le altre lettere dei personaggi di contorno.Il tempo nel romanzo passa, improvvisamente è passato un mese e il lettore viene a sapere solo a posteriori cos’è successo.
In molte lettere, Oz, trascinana il lettore in visioni del mondo particolari e filosofeggianti, in cui l’istinto si alterna alla dolcezza, all’odio e alla filosofia. Lo sfondo è fatto di passione, di sensualità e carne, ma anche passione religiosa; le due passioni si affrontano, come in un gioco di scacchi, ognuno facente le sue mosse e Oz queste mosse le descrive con umana brillantezza. I personaggi sono dei normali esseri umani, con le loro debolezze e con una grande forza: una rara, profonda sensibilità. Ma come tutti gli esseri umani subiscono cambiamenti e non sono statici, non possono permettersi di esserlo questi personaggi così pieni di passioni. E’ un libro profondo, particolare, ma si legge senza problemi.

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