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Il Capomastro (Il Venerdì di Francesco Das Atmananda)

10 Febbraio 2017 - Il Venerdì

boomerangUn capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile.
Un giorno ricevette l’ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere.

Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare alle spese.
I lavori cominciarono ben presto.

Ma, approfittando di questa cieca fiducia, il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso, e di intascare così la somma risparmiata.

Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al Presidente della società la chiave d’entrata.

Il Presidente gliela restituì sorridendo e disse, stringendogli la mano:
“Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza.”

Considerazioni personali:

Restando in tema possiamo dire che i nostri giorni presenti sono i mattoni della nostra casa futura.

Quando pensiamo di danneggiare il nostro prossimo comportandoci in maniera disonesta , non facciamo altro che costruire la nostra rovina futura.

Comprenderemo quindi che tutto l’insieme dei fatti, delle relazioni e degli accadimenti che caratterizzano la vita di un individuo rappresentano la manifestazione della sua interiorità e dei limiti che sta cercando di superare.

L’individuo comune molto spesso non è cosciente delle sue stesse azioni ( questo per colpa della sua ignoranza, superficialità e immaturità) .
L’uomo che segue un percorso evolutivo ( non importa quale se seguito con serietà e dedizione) è consapevole ed accetta con responsabilità il frutto dei suoi pensieri, delle sue parole e delle sue azioni.

Swami Vivekananda amava dire: “Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere. Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate. Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi.”
Eh si, mai parole furono più vere…

Credo che le “macine” dell’Universo tritano fino all’ultimo granello. E che ognuno raccoglie sempre ciò che ha seminato. E’ una Legge inesorabile che funziona sempre a prescinde se l’individuo ci creda o meno.

Voglio ora chiudere con una bellissima storiella del grande Anthony De Mello:

Un agricoltore, il cui grano vinceva sempre il primo premio alla fiera regionale, aveva l’abitudine di dividere i semi migliori con tutti i contadini del vicinato.
Quando gli chiesero perché, egli rispose:
“Il vento solleva il polline e lo trasporta da un campo all’altro, perciò se i miei vicini coltivassero un grano di qualità inferiore, l’impollinazione crociata impoverirebbe la qualità del mio raccolto.
Ecco perché ci tengo che essi piantino solo i semi migliori“.
Tutto ciò che diamo agli altri lo diamo a noi stessi.
Auguro a tutti un sereno fine settimana…
con Amore Francesco das Atmananda (G.B.)

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