Archivi categoria: Articoli di S.M. Fazio

Federico Miragliotta, trionfa al premio nazionale “La Capannina” (Digressione 64)

miragliottaPer anni, durante le mie noiose giornate a decidere se salire su un aereo per poi scendere prima della fase di decollo, ho acquistato libri, mai letti…. negli aeroporti, sovente vi sono stand, di case editrici che si conoscono a livello locale e quando ti trovi da tutt’altra parte, c’è sempre una emozione quando leggi il nome di una “compagine” a te vicina, in “territori stranieri”.

Alla stregua, con autori che non conosco. Eppur appaiono, eppur sono vivi, eppur si muove. Ne ho tanti amici (?), conoscenti meglio dire, che scrivono, alcuni interessanti, altri il consolidamento dell’interesse lo desiderano da me, quasi fossi, il nobel della letteratura planetaria o un re Mida. Un tempo usavo liberarmi di tutti, aprendo il libro a caso, leggendo una frase, e costruendoci un castello. Ma perché tutta sta tritatura di palle?
Ve lo dico con piacere.

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Omaggio a Giuseppe Coco

Di Salvatore Massimo Fazio  
Bloc Notes
Settembre 2013

Il pane lo comprava rigorosamente al mattino. Presto possibilmente. Poi rientrava a casa. Elaborava prove. Telefonavo e mi chiamava.
Con Giuseppe Coco ci siamo conosciuti il 23 dicembre di qualche anno fa. Ricevetti l’invito da parte di una associazione per dare una testimonianza filosofica” e “psicologica” dei suoi lavori. Una vita ìn corsa.
Giuseppe disegnava e ‘fumettava’ con una ironia tipica del brav’uomo, ma anche con un cinismo spietato.
Quel 23 dicembre, alla presenza di un pubblico notevole, alla tavola rotonda ci assegnarono i posti vicini. Mentre gli altri commensali discutevano e preoravano I’overture, noi conversavamo sulle questioni dell’abbandono dell’arte.
“Sei tu iI filosofo, guarda che lo so. Non sono stonato”.
“Maestro…”
“Diamoci subito del tu” mi riprese. Ero imbarazzato, ma eseguii come un burattino. II migliore disegnato da lui magari.
“Giuseppe, stonati sono quelli che son venuti qui per te, nella tua terra… Insomma so di te che ti muovi su Biancavilla e sei tornato per sempre a casa tua”.
Lui rise di brutto, con quella moderazione della parola che aveva.
Ebbi una uscita poco felice nei confronti del trillare dei cellulari. Fui ripreso dal primo cittadino, con garbo ed eleganza, mentre Giuseppe ridacchiava sotto i baffi. Finito il mio intervento, la parola passò al moderatore e in quel frangente Giuseppe mi disse: “Ascolta la mia adesso.”
La parola passò a Giuseppe che esordì e concluse al contempo: “Grazie per essere venuti, grazie al Sindaco, grazie a tutti. Abbiamo finito, no?”
II moderatore rimase per un attimo spiazzato ed una risata uscì fragorosa dalla platea. Lui mi fece gesto. Come ad indicare che, con serenità, aveva proseguito il mio intervento sulla scia dell’imbarazzo.
Ci scambiammo i numeri e ci salutammo. Nei giorni a seguire le telefonate erano lunghe.
Gli recapitai l’ultimo mio libro e ne fu sorpreso. “Mamma mia come sei pessimista, ma dici cose sacre”.
Una mattina mi telefonò chiedendomi se per le 9 ci si poteva vedere davanti l’ingresso di un circolo da lui abitualmente frequentato: il Circolo Castriota. Andai. Non lo trovai. Continuavamo l’epistola telefonica, non quotidiana.

II 4 agosto del 2012 ascoltavo il notiziario in auto. “Morto il famoso fumettista Giuseppe Coco ormai ritiratosi nella sua Biancavilla, paesino nella collina catanese”. Ebbi un fremito. Proprio nella settimana precedente ci si era sentiti. Rimasi così in attesa di quello che dovevamo fare. Avrebbe prodotto l’ultima sua opera per rendere omaggio ad un “giovane amico filosofo pessimista”.
Rimasi interdetto. E mi resi conto sempre più che un consiglio che mi diede era il più vero:
Fai tutto Massimo, perché in un istante ti ritrovano con la penna in mano e a me con la matita e diranno che erano le opere incompiute. Loro si arricchiranno, mentre noi saremo a guardarli… da dove non si sa”.
Lasciai stare quello che stavo facendo. Tornai a casa e lo ricordai intimamente. Gli chiesi solo una cosa. Lui sa che cosa.

BlocNotes_Settembre2013
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Un paziente dell’Oasi sfila alla festa di Sant’Anastasia

di Salvatore Massimo Fazio e M.G. Bruno
La Svolta – Anno I, N9
Settembre 2003

Quest’anno è tornata a “rimbombare” la meravigliosa festa in onore di Sant’Anastasia.
Una nota particolare e di interesse di integrazione sociale è venuta da uno straordinario evento (che speriamo non rimanga tale e che si possa perpetrare nei prossimi anni). Veniamo al dunque.

A Motta, da 25 anni esiste una realtà di riabilitazione terapeutico-psichiatrica di nome Oasi Regina Pacis.
Molti utenti, inviati dai vari D.S.M. (Dipartimento Salute Mentale) in questo centro hanno “una seconda opportunità” per affrontare i propri disagi e molti cittadini di Motta S.A. si accorgono e si sono accorti negli anni di questa evoluzione e la notizia più bella è stata quando alcuni rappresentanti dell’organizzazione della festa del Rione GIOVANI MAESTRI si sono presentati in struttura proponendoci di far sfilare per il loro Rione un nostro utente. Continua la lettura di Un paziente dell’Oasi sfila alla festa di Sant’Anastasia

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di Salvatore Massimo Fazio
La Svolta  Anno I , N 8
Agosto 2003

Dal 3 al 19 giugno a Piazza Armerina (EN), la Comunità Terapeutica Assistita (C.T.A.) “Sant’Antonio”, per il 3 anno consecutivo, ha organizzato il torneo, di calcio a 7, “UN PALLONE PER L’AMICIZIA” che si è svolto presso il campo comunale dello stesso paese, dove hanno partecipato diverse strutture per la riabilitazione psichiatrica.
Quest’anno è stata invitata anche la C.T.R. (Oasi Regina Pacis di Motta S. Anastasia).
Ogni istituto ha avuto l’obbligo di schierare in campo un minimo di quattro utenti. I restanti erano operatori degli stessi istituti. Continua la lettura di Un pallone per l’amicizia

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